Il sito nasce con lo scopo di diffondere la conoscenza delle mostre del territorio, degli artisti nati o vissuti a Padova e degli eventi più rilevanti per la storia dell'arte accaduti in città negli anni 1890-1915, cioè dalla costituzione del Circolo Artistico all'ingresso in guerra dell'Italia.
Il venticinquennio offre una stagione nuova rispetto alla precedente e gli studi più recenti dimostrano che la presenza dei celebri Oreste Da Molin, Fausto Zonaro, Giovanni Vianello, Felice Casorati, Mario Cavaglieri, Ugo Valeri e Umberto Boccioni - per indicare alcuni dei pochi nomi finora indagati degli studiosi - rappresenta solamente la punta di un iceberg sconosciuto.
I contenuti riportati in queste pagine - provenienti in buona parte da scritti dell'amministratore del sito pubblicati negli anni e qui riproposti - costituiscono un presidio per la valorizzazione e la promozione della nostra recente storia artistica in attesa della - ormai improcrastinabile! - apertura di un MUSEO DELL'OTTO-NOVECENTO.
Scriveteci via mail per segnalazioni e domande, saremo felici di rispondere (qui i nostri contatti).
FALSO DIPINTO di MARIO CAVAGLIERI (II)
La veduta del Canalbianco (fiume Po) e della frazione Bosco del Monaco, eseguito dal pittore rodigino Mosè BARATELLA, è stato esposto nel 2001 come opera originale di CAVAGLIERI. La firma "Mosè" è stata cancellata e sostituita. Le immagini mostrano le pagine del Catalogo del 2001 e la fotografia conservata dal pittore Baratella in ricordo del suo dipinto, a me consegnata dal figlio con la testimonianza della vicenda.
Le due firme Cavaglieri - Zandleven
FALSO DIPINTO di MARIO CAVAGLIERI (I)
Da me scoperto qualche anno fa. Vedi tra le immagini l'asta pubblica del 2016 in cui era apparso con il nome del vero autore: ZANDLEVEN.
Una considerazione: quando un artista inizia a essere quotato, viene anche contraffatto; perché allora non comprare i quadri dei Padovani ancora poco noti e non contraffatti a causa del basso prezzo di vendita che ne rende infruttuosa la falsificazione? Parlo di G. Vianello, B. Puozzo, C. Di Prampero, G. Cecchetto, G. Tommasi, V. Brocchi, ecc. ecc. PS: io non vendo dipinti. 🙂
ATTENZIONE AI TIMBRI POSTALI!
Per carità, tutti possono sbagliare. Riporto quindi questo "granchio" solo come mera curiosità. Questa rara cartolina è stata inviata da CASORATI al suo ex maestro VIANELLO nel 1909. Sul timbro postale si leggono quattro numeri: 10 - 5 - 09- 21. La data corretta è 10-5-09 (si veda la mia monografia su Vianello, Castelfranco Veneto luglio 2015, p. 81). In uno studio successivo si è ritenuto di leggere, viceversa, la data 5-09-21 (p. 24 del Catalogo della mostra sul giovane Casorati, Padova 26-9-2015 - 10.1.2016) e da ciò se ne sono desunti dati storico-artistici chiaramente non veritieri: la presenza di Casorati a Fireze nel 1921, quando invece si sa che era lì nel 1909, e quella di Vianello nello studio di via Calatafimi sempre nel 1921, quando al contrario il maestro era già ricoverato per depressione nell'Ospedale psichiatrico di Brusegana e quei locali non li possedeva più da molto tempo. Errare humanum est 🙂
TROVA LE DIFFERENZE
GIOVANNI VIANELLO, Ritratto della suocera (Inverno), rinvenuto presso gli eredi.
A sinistra l'immagine tratta dalla mia monografia sul pittore, Castelfranco Veneto (TV) luglio 2015, p. 112; a destra dal catalogo della mostra "Il giovane Casorati", Padova 26 settembre 2015 - 10 gennaio 2016, p. 129.
Che fine avrà fatto la firma del pittore, in alto a destra? La rimozione, fisica o virtuale, è francamente poco comprensibile.
UN PITTORE PADOVANO IN ASTA A MADRID
In una delle più antiche e prestigiose case d'aste spagnole, Ansorena (quella dell'Ecce Homo di Caravaggio!), è in vendita (24.02.2026) un grande dipinto di CECILIO DI PRAMPERO, Ritratto di uomo alla scrivania, 1908, olio su tela, 102x152 cm; uno dei pochi artisti italiani presenti in catalogo. Due considerazioni:
se i periti della Casa d'aste hanno riconosciuto l'autore del quadro, che si firmava solamente "Cecilio", significa che hanno trovato in internet ciò che ho scritto su di lui e sulla riconducibilità a Prampero di quella firma; di questo sono molto contento!
l'inclusione di questo autore nel catalogo di una prestigiosa Casa d'aste spagnola segna un cambio di percezione verso la pittura padovana dell'Otto-Novecento, in termini di rilevanza e qualità delle opere.
Quando cominceremo noi Padovani a supportare e ad appassionarci alla nostra storia artistica?
Nemo propheta in patria
Luigi Papafava, Prete che ride (Nanà), 1902, olio su tela, cm 36x31, Padova, collezione privata. Esposto alla Mostra d'Arte del Circolo Artistico nel 1908 col titolo Prete che ride, il dipinto presenta un sacerdote che legge divertito il racconto di Zola sulla cortigiana Nanà. Il padre di Émile, Francesco, aveva studiato ingegneria civile all'Università di Padova. Ci siamo divertiti ad animarlo!