8 GIUGNO – 6 LUGLIO 1890
Padova, Palazzo della Ragione
ENTE PROMOTORE
Società degli Artisti Padovani: presidente Borlinetto Luigi; vicepresidente Ongaro Massimiliano; segretari Ceccon Luigi e Manzoni Giacomo; cassiere Moschini Vittorio; soci Astolfi Achille, Barzilai Bruno, Berti Pio, Bertocco Pietro, Bonatti Domenico Menotti, Peverelli Brunetti Bonelli Amalia, Brunetti Bonelli Antonio, Canella Giuseppe, Caratti Augusto, Colbachini Daciano, Cordenons Federico, Da Rin Tommaso, Faggiotto Antonio, Giusti Giulio, Lava Barnaba, Malmignati Maria, Manzoni Vittorio, Morosini Carlotta, Moschini Yole, Moschini Vittorio, Novelli Pietro, Papafava Luigi, Ramazzotti Serafino, Rizzo Giovanni, Rossi Angelo, Sanavio Natale, Salvador Giacomo, Toniolo Leopoldo, Turazza Giacinto, Valerio Alessio, Zonaro Fausto e altri (complessivamente un centinaio).
ESPOSITORI IN CATALOGO
Astolfi Achille; Baldo Antonio; Bertocco Pietro; Bonatti Domenico Menotti; Borlinetto Luigi; Brunelli Bonetti Peverelli Amalia; Brunelli Antonio; Canella Giuseppe; Caratti Augusto; Ceccon Luigi; Colbachini Daciano; Cordenons Federico; Da Rin Tommaso; De Mori Giacomo; Faggiotto Antonio; Giusti Giulio; Giusti Vettore; Malmignati Maria; Manzoni Giacomo; Manzoni Vittorio e C.; Michieli Giuseppe; Morosini Carlotta; Moschini Vittorio; Novelli Pietro; Ongaro Massimiliano; Papafava Luigi; Piccardi Vittorio; Ramazzotti Serafino; Rizzo Giovanni; Rossi Angelo; Salvador Giacomo; Sanavio Augusto; Sanavio Natale; Scuola di Disegno per gli Artigiani; Soster Eugenio; Soster Umberto; Tombola Luigi – Canella Giuseppe; Toniolo Leopoldo; Valerio Alessio; Vecchiatto; Zanchi Felice Celestino; Zecchini Onesto; Zonaro Fausto.
ALTRI ESPOSITORI TRATTI DAI QUOTIDIANI
Amadio Pietro; Barzilai Bruno; Beggio Vittorio; Campello Tullio; Fonderia Veneziana; Sanavio Maria.
La rassegna è allestita a Palazzo della Ragione dall’8 giugno al 6 luglio 1890. Il vasto ambiente è diviso longitudinalmente in due parti: in quella che si affaccia a sud su piazza delle Erbe si trovano i riparti a semicerchio con le opere; nell’opposta i fratelli Melchior, conduttori del Pedrocchi, approntano un’elegante sala da caffè ornata da fiori e altre decorazioni; al centro stanno alcune piante circondate da statue leonine dello scultore Luigi Ceccon. Organizzatore dell’evento è la “Società degli artisti padovani” presieduta da Luigi Borlinetto. Sussistono alcune analogie tra questa “società” e quella che nel 1883 cura la mostra d’arte nella Loggia della Gran Guardia, perché entrambe sono essenzialmente dei comitati costituiti per allestire una rassegna e sciogliersi una volta esaurito il loro compito. Oltre che nella natura giuridica, si rinvengono affinità anche nella presenza dello stesso presidente Borlinetto, di Giacomo Manzoni nel direttivo e di sedici artisti soci, comuni ad entrambe, fra i quali i professori della Scuola di disegno “Pietro Selvatico”, Natale Sanavio, Barnaba Lava e Giuseppe Canella, e gli allievi della celebre scuola di pittura di Vincenzo Gazzotto, scomparso nel 1884: Achille Astolfi, Augusto Caratti, Luigi Papafava, Leopoldo Toniolo e Manzoni. In catalogo si leggono i nomi di quarantatré espositori e dai quotidiani se ne desumono altri sei, in massima parte di provenienza locale. Fra dilettanti e professionisti, più o meno conosciuti, espongono pure la Scuola di disegno “Pietro Selvatico” (rilievi dal vero di antichi monumenti padovani), il futuro sindaco di Padova Vittorio Moschini (progetti architettonici) e frate Felice Celestino Zanchi (un disegno delle tarsie esistenti nel coro della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo). Sono presenti, inoltre, opere dei pittori Domenico Bonatti, Antonio Brunelli Bonetti, Tommaso Da Rin, Giulio Giusti, Alessio Valerio, Fausto Zonaro, Umberto Soster, e degli scultori Luigi Ceccon, Pietro Novelli, Serafino Ramazzotti, Giovanni Rizzo e Augusto Sanavio. L’afflusso di visitatori è discreto, ma le vendite mancano: l’unica registrata nei quotidiani è quella del ritratto di Antonio Tolomei, dipinto da Caratti, comprato da Giampaolo Tolomei. Va rilevato comunque che lo scopo degli artisti è anche di farsi conoscere attraverso le opere, perciò più della metà dei lavori esposti in mostra è di proprietà privata e non acquistabile.
12 GIUGNO 1890 – ? (ancora aperta nell'OTTOBRE 1895)
Padova, Convento della Basilica del Santo (locali della Biblioteca Antoniana)
ENTE PROMOTORE
Presidenza della Veneranda Arca del Santo su domanda di Zanchi.
OPERE
Zanchi Felice Celestino (frate): Riproduzioni delle tarsie del Coro della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo (47 lavori a penna e inchiostro su cartoncino bianco); I quattro punti della città di Padova tra il secolo XIV e XV (esposti da marzo 1892).
L’esposizione si tiene a partire dal 12 giugno 1890, vigilia della Festa del Santo, nel convento della Basilica, in tre sale della Biblioteca Antoniana appositamente adattate a pinacoteca. A promuoverla è padre Felice Celestino Zanchi, minore conventuale e officiatore nel tempio, con il benestare della presidenza della Veneranda Arca del Santo. I lavori a penna e inchiostro su cartoncino bianco, qui esposti, copiano fedelmente gli intarsi esistenti nel coro della Basilica di Santa Maria Maggiore a Bergamo. Un unico disegno, per gentile licenza dell’autore, viene inviato alla contemporanea mostra degli artisti padovani in Palazzo della Ragione. La presidenza della Veneranda Arca concede i locali della Biblioteca non solo allo scopo di esporre i quarantasette disegni, ma anche per permettere al frate di proseguire nell’opera iniziata più di un decennio prima. La mostra Zanchi, pertanto, rimane visibile per parecchi anni. Nel marzo 1892 si arricchisce de I quattro punti della città di Padova tra il secolo XIV e XV e nel settembre 1895 i lavori sono inglobati nel percorso di visita dell’Esposizione Antoniana, allestita in occasione del Centenario da padre Radovanovich con oggetti e ritratti del Taumaturgo che comporranno il nucleo iniziale del futuro Museo Antoniano. Non sappiamo di preciso quando termini l’esposizione Zanchi. Probabilmente si conclude quando il religioso, officiatore in Basilica dall’1 gennaio 1888 al 23 novembre 1903, si allontana da Padova. Nel 1908 il frate è ormai ad altro convento e dona la raccolta, arrivata al numero di sessantaquattro quadri a penna, a papa Pio X, che a propria volta li destina alla Pinacoteca Vaticana.
5-26 LUGLIO 1891
Padova, Palazzo Sala (via S. Lorenzo 3360, ora via San Francesco) Sede del Circolo Artistico Padovano
ENTE PROMOTORE
Circolo Artistico Padovano.
ESPOSITORI
Astolfi Achille; Bertocco Pietro; Bonatti Domenico Menotti; Calore Domenico; Campello Tullio; Caratti Augusto; Lava Barnaba; Malmignati Maria; Manzoni Giacomo; Novelli Pietro; Ramazzotti Serafino; Rizzo Giovanni; Salvador Giacomo; Sanavio Augusto; Sanavio Maria; Sanavio Natale; Toniolo Leopoldo; Zonaro Fausto.
Il Circolo Artistico Padovano, dopo la costituzione avvenuta il 10 luglio 1890, fissa la propria sede nel palazzo Sala in via San Lorenzo già occupato dalla tipografia Prosperini, dove è presente anche la Scuola di disegno “Pietro Selvatico”. Il Circolo tiene in questi ambienti due esposizioni d’arte e le lezioni di pittura dal vero e da natura morta che si svolgono sotto la direzione artistica di Antonio Brunelli Bonetti.
La prima rassegna rimane aperta dal 5 al 26 luglio 1891 in quattro locali luminosi abbelliti da composizioni floreali. In quello centrale sono raccolti sopra un tavolo molti giornali d’arte illustrati. Non risulta stampato alcun catalogo, pertanto il nome dei diciotto artisti presenti con una cinquantina di opere è tratto dal quotidiano “Il Veneto” che si sofferma sulla mostra e ci informa dell’esistenza di un ulteriore nucleo di dipinti, di sculture e di oggetti d’arte applicata pervenuti in dono dai soci artisti per decorare la sede del Circolo. L’afflusso di pubblico è scarso inizialmente e più vivo nei giorni prossimi alla chiusura. Si registra un’unica vendita, una veduta napoletana di Fausto Zonaro a Gino Cittadella Vigodarzere. Interessante – e finora inesplorato – è infine lo scambio epistolare intervenuto dopo la mostra tra Zonaro e il pittore Silvio Domenico Paoletti, corrispondente da Venezia del giornale partenopeo “Bios”, concernente la serie di pastelli del Golfo di Napoli. Zonaro ringrazia il critico per l’apprezzamento ricevuto scrivendo dalla località di Tramonte sui Colli Euganei. Pochi mesi dopo, come sappiamo, salperà alla volta di Costantinopoli per cercare maggiore fortuna.
10 LUGLIO – ? (POST 4) AGOSTO 1892
Padova, Palazzo Sala (via S. Lorenzo 3360, ora via San Francesco) Sede del Circolo Artistico Padovano
ENTE PROMOTORE:
Circolo Artistico Padovano.
ESPOSITORI MOSTRA D’ARTE:
Aschieri Agide; Astolfi Achille; Avogadri (Luciano?); Bertocco Pietro; Bonatti Domenico Menotti; Brunelli Bonetti Antonio; Campello Tullio; Canella Giuseppe; Caratti Augusto; Ceccon Luigi; Cerruti Maria; Fanzago Michieli Amalia; Garbi Boschi Pia; Lunardi Patrizio; Manzoni Giacomo; Minozzi Eraclio; Novelli Pietro; Papafava Luigi; Putti; Ramazzotti Serafino; Rizzo Giovanni; Salvador Giacomo; Sanavio Augusto; Sanavio Natale; Soster Eugenio; Soster Umberto; Toniolo Leopoldo; Turazza Giacinto; Zonaro Fausto.
RETROSPETTIVA:
Gazzotto Vincenzo; Ceccon (Antonio?); Cavadini Eugenio; a fine luglio sostituiti dalla Scuola di disegno “Pietro Selvatico”.
La seconda rassegna del Circolo Artistico si apre il 10 luglio 1892 e dura almeno fino al 4 agosto. A promuoverla è l’ingegnere Giulio Lupati, direttore del sodalizio, che intende in tal modo smuovere la generale apatia che domina l’ambiente cittadino e che si trasmette poi ai soci. Il piano terreno del palazzo Sala e il cortile, abbelliti da fiori, giochi d’acqua e fontane, sono adibiti a luogo di ricreazione e di concerti. Non viene stampato il catalogo degli espositori e quindi l’unica fonte d’informazione sono ancora i quotidiani: una stanza contiene oggetti d’arte in stile antico, studi ad acquarello di modelli e saggi di costruzione realizzati nella Scuola di disegno “Pietro Selvatico”; un’altra accoglie la retrospettiva di Vincenzo Gazzotto (1807-1884), maestro dei pittori Achille Astolfi, Augusto Caratti, Leopoldo Toniolo, Luigi Papafava e Giacomo Manzoni, tutti presenti in mostra; infine si vedono le opere di una trentina di artisti locali e le altre due retrospettive di Eugenio Cavadini (1846-1869) e di un certo “Ceccon”, presumibilmente un pittore-decoratore, di cui non abbiamo notizie (“Il Veneto”, in data 13 e 14 luglio 1892 sembra indicare un “Ceccon” già scomparso, decoratore come Cavadini e Gazzotto, e non lo scultore Luigi Ceccon, ancora vivente, che lì espone dei disegni). Negli ultimi giorni le opere d’arte in stile antico eseguite nella Scuola “Pietro Selvatico” vengono sostituite dai disegni dal vero di antichi edifici padovani, sempre realizzati dagli allievi. Il concorso di pubblico è buono e domenica 17 luglio si vendono trecento biglietti, ma gli acquisti in mostra sono ancora pochissimi: i giornali ricordano la vendita di alcuni lavori di scultura in legno di Tullio Campello e di altre due opere (non meglio precisate).
15 NOVEMBRE – 3 DICEMBRE 1893
Padova, Loggia della Gran Guardia
OPERE:
Zonaro Fausto: circa 200 lavori, fra cui una cinquantina di soggetto veneziano; un’ottantina di Costantinopoli; più di quaranta pastelli napoletani; scene campestri e almeno due ritratti.
Si accenna all’esistenza di un catalogo (non rintracciato).
L'esposizione di Zonaro si tiene nella Loggia della Gran Guardia dal 15 novembre al 3 dicembre 1893. Il pittore è presente in città e si adopera materialmente per la buona riuscita dell’evento il cui ricavato va a beneficio della sezione locale dell’associazione Cieche venete. Vi sono circa duecento lavori, fra cui una cinquantina di soggetti veneziani, un’ottantina di scene ottomane (le prime di Zonaro a vedersi in città), oltre quaranta pastelli napoletani, alcune scene campestri e almeno due ritratti. Suscitano particolare interesse i dipinti Il redentore che i quotidiani ricordano reduce da Monaco di Baviera, Frutti di bosco dal Salon parigino e il pastello che ritrae la contessa Giustina Cittadella Vigodarzere Valmarana. Si apprende dai giornali anche l’esistenza di un catalogo con la numerazione delle opere (non rinvenuto). Durante la mostra, giunge da Costantinopoli al pittore la notizia di essere stato insignito dell’importante onorificenza Ordre Impérial du Medjidié di quarta classe. L’afflusso di visitatori è soddisfacente e i quotidiani anche da fuori regione parlano della rassegna. Su “Il Comune. Giornale di Padova” viene pubblicato un interessante scritto critico del pittore Alberico Balbi Valier e su “Il Veneto” appare la cronaca della visita fatta dagli studenti di matematica e dagli allievi ingegneri accompagnati dal professor Enrico Nestore Legnazzi con la spiegazione dello stesso Zonaro. Sono segnalate tre vendite: Giacomo Moschini acquista I pigiatori; Gino Cittadella Vigodarzere Cabatas (uno studio di Costantinopoli); Antonio De Lazzara A Jakapu sul Corno d’Oro.
15 GIUGNO – 1 AGOSTO 1895
Padova, Palazzo della Ragione
ENTE PROMOTORE:
Comitato dei Festeggiamenti: presidente Martini Felice; vicepresidenti Calore Domenico e Della Porta Angelo; Camerini, Carraro Riccardo, Fanzago, Fioretto, Guastalla Marco, Lava Barnaba, Ongaro, Rossi, Turazza Domenico e altri.
ESPOSITORI “ARTISTI”:
Bertrand Pietro; Calore Luigi; Campello Tullio; Colbachini Daciano e figli; Cosma Andrea; Marcon Luigi; Novelli Pietro; Prosperini G. fu Pietro; Rizzo Giovanni; Rossi Astidomo e figli, Cittadella; Ruzzante Antonio; Salmin fratelli; Santi Domenico; Scuola di disegno “Pietro Selvatico” (Brombin Pietro, Cecchetto Giuseppe, Contarello Giuseppe, D’Andrea Angelo, Girardi Giovanni, Monte Luigi, Ruzzante Giovanni, Sanavio Ferruccio, Vianello Giovanni, Zagolin Evaristo); Società Cooperativa “Andrea Brustolon”; Zonaro Francesco Adamo.
FOTOGRAFI:
Barchiesi Faini Bonafede, Este; Bordignon fratelli, Cittadella; Fiorentini Luigi; Pospisil Arturo.
La prima Esposizione Campionaria Provinciale Industriale è organizzata a Palazzo della Ragione, dal 15 giugno all’1 agosto 1895, a cura del comitato dei festeggiamenti per il settimo Centenario Antoniano presieduto dall’ingegnere Felice Martini. La sezione di Floricoltura, invece, trova posto nella Loggia Amulea in Prato della Valle. A venticinque anni dall’Esposizione Agricola Industriale e di Belle Arti (1869) si intende presentare al pubblico i progressi fatti dai lavoratori della provincia. Partecipano alla rassegna – fra altri cittadini non propriamente “artisti” e pertanto meno rilevanti ai nostri fini – gli scultori Pietro Novelli, Giovanni Rizzo e Adamo Francesco Zonaro (fratello di Fausto), gli intagliatori Tullio Campello e Antonio Ruzzante, l’estense Luigi Calore con le sue terrecotte, l’incisore in legno (xilografo) Pietro Bertrand, il miniatore Domenico Santi, i due stabilimenti fotografici padovani Fiorentini e Pospisil con altri di Este e Cittadella, e gli allievi della Scuola di disegno e plastica per gli artigiani “Pietro Selvatico”. Al termine della Campionaria la giuria premia gli espositori più meritevoli: nella divisione XI, “Belle Arti”, ricevono la medaglia d’argento gli scultori Novelli, Rizzo e Zonaro.
8 – (15?) FEBBRAIO 1896
Padova, Palazzo Vezzù (via Maggiore 702, ora via Dante) Sede del Circolo Filarmonico Artistico Padovano
ENTE PROMOTORE:
Circolo Artistico Padovano, presidente Bruno Barzilai.
ESPOSITORI:
Aschieri Agide; Campello Tullio; Fiorentini Luigi; Garbi Boschi Pia; Maluta Rina; Manzoni Giacomo; Pajetta Pietro; Papafava Luigi; Pospisil Arturo; Ramazzotti Serafino; Rizzo Giovanni; Salvador Giacomo; Soster; Toniolo Leopoldo.
Nei giorni successivi all’8 Febbraio 1896, per circa una settimana, si raccolgono nella sede del Circolo Filarmonico Artistico a Palazzo Vezzù (via Maggiore 702, ora via Dante) le opere di una quindicina di autori. Il periodo di Carnevale è così arricchito dalla presenza di una piccola esposizione, purtroppo non sufficientemente descritta nei quotidiani e priva di catalogo, alla quale partecipano alcuni fra i migliori artisti padovani del periodo, come Rina Maluta, Giacomo Manzoni, Pietro Pajetta, Luigi Papafava, Serafino Ramazzotti, Giovanni Rizzo e Leopoldo Toniolo.
23 GIUGNO – 11 LUGLIO 1897
Padova, Loggia della Gran Guardia
ESPOSITORI:
Bonatti Domenico Menotti; Modin Primo; Ramazzotti Serafino.
La "Secessione" Ramazzotti – Bonatti – Modin si tiene alla Gran Guardia dal 23 giugno all’11 luglio 1897. A organizzarla, senza coinvolgere il locale Circolo Filarmonico Artistico, sono i tre amici artisti Serafino Ramazzotti, Domenico Menotti Bonatti e Primo Modin. La rassegna non è molto visitata e chiude in perdita, anche perché allestita nell’anno in cui si tiene la Biennale di Venezia che come è noto mette in ombra gli eventi artistici delle città vicine. L’unica vendita segnalata sui quotidiani è l’acquisto da parte dei coniugi Omboni di due lavori in terracotta, Sorriso della morte e Angoscia, dello scultore Ramazzotti. La mostra è molto interessante per le caratteristiche particolari e non consuete delle opere, oggi in gran parte disperse, descritte nei quotidiani, come ad esempio quadri simbolisti o fatti alla “maniera degli Scozzesi” da Bonatti, almeno un’opera divisionista di Modin (prima testimonianza di un dipinto realizzato con questa tecnica esposto a Padova), figurine di gusto simbolico e un busto di fattura ardita del filosofo Ardigò di Ramazzotti. I tre artisti presentano lavori eseguiti “secondo il proprio genio senza preoccuparsi delle tendenze e dei metodi dei compagni”, precisa un quotidiano, e pertanto, se il termine secessione indica uno scostamento dagli stili tradizionali finalizzato al rinnovo dell’arte, la mostra può ritenersi a ragione una piccola “secessione padovana”.
(?) AGOSTO – (?) SETTEMBRE 1897
Padova, Negozio Rodolfo Martire (via del Gallo, ora via Roma)
OPERE ESPOSTE:
Brentan Andrea Nicolò: studi e quadri di paesi.
Il giovane pittore Andrea Nicolò Brentan, uscito da poco dall’Accademia di Belle Arti di Venezia, presenta nell’agosto-settembre 1897 un nucleo di paesaggi dal vero nelle vetrine del negozio Martire in via del Gallo. I quotidiani riportano purtroppo informazioni minime sui disegni a matita e sulle vedute, e nessuna notizia sulle vendite realizzate nella “esposizioncella”.
12 GIUGNO – 10 LUGLIO 1898
Padova, Palazzo dell’Orologio (Piazza Unità d’Italia, ora Piazza dei Signori) Sede del Circolo Filarmonico Artistico
ENTE PROMOTORE:
Circolo Filarmonico Artistico, presidente Barzilai Bruno. Comitato esecutivo: Barnaba Lava, Brunelli Bonetti Antonio, Fiorentini Luigi, Lupati Giulio, Manzoni Giacomo, Orefice Giulio, Ramazzotti Serafino, Veronese Giuseppe.
ESPOSITORI:
Alberti Eleonora; Astolfi Achille; Augusti Guerrino; Barzilai Bruno; Bettio Francesco; Bonatti Domenico Menotti; Bordignon Noè; Bortotti Girolamo; Bottasso Urbano; Brass Italico; Bressanin Vittorio; Brosch Giorgio; Cadorin Ettore; Cadorin Vincenzo; Caldana Emerico; Campello Tullio; Cargnel Vittore; Ceccon Luigi; Chiericati Ascanio; Cupi Addo; Dal Molin; Danieli Francesco; Donutto Angelo; Dorio Erminio; Dusi Bartolomeo; Fabris Vincenzo; Ferruzzi Roberto; Fiorentini Luigi; Fontana Gaspare; Gabrici Giacomo; Galdiolo Corinna; Garbi Boschi Pia; Gianese Angelo; Giusti Guido; Groppo Gisella; Lancerotto Egisto; Manzoni Giacomo; Martini Angelo; Massarotto Giuseppe; Milesi Alessandro; Minozzi Eraclio; Mion Luigi; Modin Primo; Molena Giovanni; Montresor Emilia; Niro; Novelli Pietro; Papafava Luigi; Passarin Raffaele; Pellagatta Carlo; Piccoli Attilio; Pospisil Antonio; Puozzo Bruno; Ramazzotti Serafino; Rosa Luigi; Rosada Attilio; Rossetto Silvio; Roy Giovanni; Sartorelli Francesco; Sanavio Natale; Sanavio Augusto; Sanguin Luigi; Scappato Martino; Scattola Ferruccio; Schereschewsky Vladimiro; Sigler; Soranzo Antonio; Tafuri Raffaele; Tessari Romolo; Tessari Vittorio; Toniolo Leopoldo; Tramontin Rita; Trevisan Antonio; Vantini Luigi; Vianello Giovanni; Vizzotto Alberti Giuseppe.
La rassegna “Eterno femminino” del 1898 e le Mostre d’Arte (“Sette peccati”) del 1904 sono le uniche esposizioni padovane riservate espressamente agli artisti provenienti da tutta la regione (finora non sono state oggetto di uno studio specifico e si sono valutate esclusivamente le opere degli artisti più noti. L’unico scritto monografico, da noi rinvenuto e segnalato per la prima volta, è V. Olper Monis, Una esposizione sui generis, “Natura ed Arte”, 1897-98, II, fasc. XVIII, pp. 509-511).
La rassegna a tema “Eterno femminino” ha luogo dal 12 giugno al 10 luglio 1898 a Palazzo dell’Orologio in Piazza Unità d’Italia, nella nuova sede del Circolo Filarmonico Artistico che è anche il promotore dell’evento. Il soggetto è scelto da una terna proposta da Giulio Lupati che offre come alternative “Vampiro” e “Attimo fuggente” (Il concorso, “Gazzetta di Venezia”, 30 febbraio 1898). Membri del comitato esecutivo presieduto da Bruno Barzilai sono Barnaba Lava, Antonio Brunelli Bonetti, Luigi Fiorentini, Giulio Lupati, Giacomo Manzoni, Giulio Orefice, Serafino Ramazzotti e Giuseppe Veronese. Si contano più di settanta espositori provenienti da tutta la regione, compresi parecchi veneziani. I loro nomi si leggono in un elenco pubblicato su “Il Veneto”, perché non risulta stampato alcun catalogo. Fra i “non padovani” troviamo Augusti, Bettio, Bordignon, Bottasso, Brass, Bressanin, Brosch, Ettore e Vincenzo Cadorin, Caldana, Cargnel, Chiericati, Danieli, Ferruzzi, Guido Giusti, Groppo, Lancerotto, Milesi, Minozzi, Mion, Montresor, Rosa, Sartorelli, Scattola, Schereschewsky, Tafuri, Romolo e Vittorio Tessari, Tramontin e Giuseppe Vizzotto Alberti. Sono presenti poi i “cittadini” Eleonora Alberti, Astolfi, Bonatti, Ceccon, Corinna Galdiolo, Pia Garbi Boschi, Manzoni, Massarotto, Modin, Novelli, Luigi Papafava, Puozzo, Ramazzotti, Augusto e Natale Sanavio, Soranzo, Toniolo e Vianello.
Il concorso a premi riguarda solo bozzetti relativi al tema “Eterno femminino”, tuttavia gli artisti partecipanti possono inviare fuori concorso due “opere finite”, al massimo, attinenti al medesimo soggetto. Giungono così in mostra oltre cento bozzetti e altri quaranta quadri fuori concorso sono presentati da una trentina di artisti. Ulteriori lavori, poi, si aggiungono nel corso dell’esposizione. La mostra, inaugurata solennemente da un lungo discorso di Bruno Barzilai presidente del Circolo Filarmonico Artistico, è molto visitata e registra numerose vendite: a Giorgio Sacerdoti Ragazza in bianco di Milesi; a N.N. (nescio nomen) Fine di Romolo Tessari; alla contessa Fogazzaro Armonia di Chiericati; a Giuseppina Busetto una riproduzione dello stesso; a N.N. testa di donna busto in terracotta di Giusti; a N.N. un bassorilievo di Sanguin; a Bruno Barzilai un bozzetto in terracotta di Giusti e Divagando di Lancerotto; a Vettore Giusti Interpreti d’amore di Vizzotto Alberti, Testa bruna di Vittorio Tessari e Frine di Modin; a Roberto Moschini, a Giulio Orefice, a Enrichetta Fogazzaro e alla contessa De Lazara lavori in ceramica dello stabilimento di Raffaele Passarin di Bassano; a Vittorina D’Ancona Cimitero e donna turca di Scattola; a Roberto Moschini un dipinto di Cupi; alla contessa De Lazara Testina bionda di Vittorio Tessari; a Ernesta Da Zara L’indovina di Gianese; a Dal Zotto Paesaggio di Augusti; a Antonio Brunelli Testa di donna di Augusti e una scultura con lo stesso titolo di Novelli; a Amedeo Corinaldi lo scrittoio di Campello; e trovano un compratore, inoltre, opere di Sanguin e di Mion.
La giuria per il conferimento dei premi, composta da Napoleone Nani, Antonio Dal Zotto e Luigi Nono, assegna lire 300 a Modin per Frine moderna, lire 100 a Giusti per il gruppo Il cantico dei cantici e la medaglia d’oro della città di Padova a Chiericati per Sogno d’artista; propone poi che il comitato esecutivo faccia degli acquisti con l’importo dei premi che non ha ritenuto di assegnare, pari a lire 1400. Vengono così comprate anche Evocazione di Manzoni, Ofelia di Toniolo, Vaso di Bottasso, Busto di Bortotti, Maternità di Groppo, Gruppo di Vincenzo Cadorin e Primola di Danieli.
Per festeggiare il buon esito della rassegna, il giorno 21 luglio il presidente Barzilai accoglie alcuni degli artisti espositori e dei rappresentanti della giuria e dei quotidiani a Villa di Teolo, luogo in cui trascorre il periodo estivo con la famiglia. Giungono così sui Colli Euganei, fra gli altri, Luigi Nono, Dal Zotto, Nani, Milesi, Lancerotto, Schereschewsky, Chiericati e Manzoni.
GIUGNO 1900 (NON TENUTA!)
Padova, Palazzo dell’Orologio (Piazza Unità d’Italia, ora Piazza dei Signori) Sede del Circolo Filarmonico Artistico Padovano
ENTE PROMOTORE:
Circolo Artistico Padovano.
L’idea di ripetere un’altra esposizione a soggetto obbligato nasce all’interno del Circolo Filarmonico Artistico già nel luglio 1898, immediatamente dopo la chiusura della fortunata mostra “Eterno femminino”. La proposta è portata avanti in concreto alla fine dell’anno 1899, quando le stesse persone che componevano la precedente commissione ordinatrice si riuniscono per formare quella nuova. Nel gennaio 1900 si sceglie per la mostra il tema “Testa di espressione” e si conferma l’estensione regionale. Analogamente al 1898, inoltre, si stabilisce che il premio del Circolo, qualora non venga assegnato dalla giuria, sia destinato all’acquisto di opere da distribuire ai sottoscrittori attraverso un’estrazione a sorte. Nonostante le ottime premesse, tuttavia, il progetto naufraga nell’aprile seguente per il concorrere di analoghe esposizioni nelle città vicine, e la mostra a tema viene rinviata.
12 – 14 GIUGNO 1900
Padova, Loggia della Gran Guardia
ENTE PROMOTORE:
Patronesse del sottocomitato locale della Croce Rossa.
ESPOSITORI (CIRCA 120 PER 1800 CARTOLINE):
Almagia sig.na Ortensia; Amiot madamigella M.A.; Argenti Benesch sig.na Adele; Aschieri Agide; Bacchiega sig.na Malvina; Battetta sig.na Tina; Beretta Cesare (Bice); Berti giovanetto R. (Renato?); Bolasco Steno; Boldrin G. (Guido?); Bonalli M.; Bonelli sig.ra; Bono sig.na Paola; Borsotti Giuseppe; Borsotti Teresa; Brentan Andrea; Bressan sig.na G.; Brunelli Peverelli contessa Amalia; Brunelli sig.na Lucrezia; Brunelli sig.na Maria; Buffa prof.; Caffo nob. Matilde; Callegari Adolfo; Calvi Giusti contessa Maria; Candeo ing. Renzo; Candeo sig.na Maria; Canella sig.na Maria; Castori avv. Costantino; Cavaglieri sig.na E.; Cavaglieri sig.na G.; Ceccato sig.na; Centanin Vico sig.na Alice; Cezza Caterina; Cittadella Vigodarzere Costanza; Contarini Luciano; Corinaldi contessina Paolina; D’Atri Umberto; Da Rin; De Albrizzi contessina; de Micheli sig. ra Gemma, S. Vito al Tagliamento; Fasolo sig.ra G.; Fioravanti Onesti baronessa Carmela; Galletti sig.; Geiringer sig.na Lisa; Giro sig.na Isabella; Giusti co. Giulio; Hardy; Hesse capitano G.; Iolotti Giulio; Ivancich Laura; Johns Nora; Kaschmann sig.na; L.L.V.; Lataud madamigella Germaine; Laureati marchese; Lonigo de Zigno baronessa Emma; Loredan signorino E.; Loria giovinetto Attilio; Lory sig.na; Lupati Maria; Malmignati contessina Maria; Malmignati sig.ra; Maluta sig.na Rina; Marangoni sig. Giuseppe; Marenzi Cia; Marforio sig.na; Masi M. pittore; Masotto sig.na Albertina; Menini sig. Giulia; Miari De Cumani contessa; Michieli Fanzago contessa Amalia; Monis sig.na Silvia; Montalti sig.na Laura; Mugna sig.ra Antonietta, Forlì; Olana R. (Roberto?); Ottolenghi Levi sig.na Nina; P.F. sig.; Pajetta Pietro; Papafava co. Alberto; Papafava di Brazzà Maria; Papafava Luigi; Pastore sig.na Adele; Pesaro Maurogonato Ernesto; Pietra Mainardi col. I.; Ponzone sig.na Amalia; Portalupi Campagna contessina Paolina; Prosperini sig. Gino; Re sig.na Costanza; Rizzi sig.na Giuditta; Romanin Jacur sig.na Nina; Sacchetto Giovanni; Sacerdoti sig.na Bice; Scalfo sig.na Ninin; Scapin sig.na Vittoria; Scuola Professionale Femminile; Segrè Da Zara sig.ra Ernesta; Smiderle sig.; Soranzo Antonio pittore; Soster Eugenio; Soster Umberto; Suman sig.na; Toffolati sig.na; Travaglia Silvio; Treves de Bonfili baronessa Anita; Trieste avv. Gabriele; Turazza prof. Giacinto; Valerio Alessio; Valmarana contessina Pia; Vanzan sig.na; Venier Clementina; Vianello Giovanni; Vicentini sig. Ugo Rafaele; Viterbi sig.na Anna; Zonaro Fausto; Zonaro sig.na Leonia.
Nel biennio 1900-1901, sempre in occasione della festività del Santo, si allestiscono due esposizioni di cartoline illustrate a mano a beneficio del sottocomitato padovano della Croce Rossa.
La prima rassegna si tiene dal 12 al 14 giugno 1900 nella Loggia della Gran Guardia a cura di un comitato di dieci patronesse. Il manifesto che la annuncia (purtroppo non rinvenuto) viene affisso con una settimana di anticipo. Non risulta pubblicato un catalogo, ma apprendiamo dai quotidiani che sono esposte milleottocento cartoline realizzate da circa centoventi artisti dilettanti e professionisti, compresi i noti Aschieri, Beretta (Bice), Bolasco, Guido Boldrin, Brentan, Callegari, Contarini, Giulio Giusti, Maria Lupati, Rina Maluta, Pajetta, Alberto e Luigi Papafava, Sacchetto, Soranzo, i fratelli Eugenio e Umberto Soster, Travaglia, Valerio, Vianello e Zonaro. L’evento non è inaugurato ufficialmente e si accede dietro pagamento di 25 centesimi. Il concorso di visitatori riesce numeroso e si registrano anche settecento persone in un giorno; le cartoline, già allora ricercate oggetto di collezionismo, trovano velocemente un compratore. Il ricavato da destinare in beneficenza alla Croce Rossa locale riesce in tal modo molto soddisfacente.
24 FEBBRAIO – 3 MARZO 1901
Padova, Teatro Verdi
ENTE PROMOTORE:
Patronesse dell’Ospizio Marino e Istituto Rachitici, presidente De Lazara Zusto De Zigno Lucia, segretaria Sacerdoti Musatti Giulia.
AUTORI VENTAGLI (VEDI CATALOGO: 677 VENTAGLI):
A.T.B.; Aganoor Vittoria; Agostini Costante; Alberti co.; Alberti co. Eleonora; Alberti Giannino; Albrizzi co. Dada, Venezia; Alector N. pittore, Costantinopoli; Alphandery sig.ra; Antona Traversi Giannino; Argenti Benesch Adele; Aristide P.; Armani (o Arnani), Venezia; Bacchiega Malvina; Balbi (Balbi Valier Alberigo); Balbi Valier Milanovich co.; Barbaro A.T.; Barbiera Raffaello; Barera R.; Barsanti magg.; Barucco Gina; Battagisio Vittorio, Verona; Belloni; Belloni E.; Bennacchio (o Benacchio) Adalgisa; Benuzzi E., Firenze; Beretta (Cesare); Bertani C. pittore, Milano; Berti R.; Bertollo S.; Bianchi L.; Bisi Prosdocimi M. pittore; Bistolfi; Boito Arrigo; Bolasco Steno; Bonalli (o Banalli) E.; Bonato Pinto N.; Borchi E.; Borsotti (o Borsatti) sig.na; Borsotto; Bottagisio pittore; Botti Delia, Venezia; Bourget Paul; Bracceschi Papafava contessa M.; Brazzà co. Ascanio; Brentan Andrea pittore; Bricherasio co. C.; Broglio D.; Broglio Isabella; Brunelli Bonetti co. Lucrezia; Brunelli Bonetti co. Maria; Brunelli Medin co. Antonia; Butti Enrico; C.M.; Caffo; Caffo Matilde; Cagnoli N.D.E.; Callegari Adolfo; Calvi co. Maria; Camerini Scola barone; Camis Elda; Canella; Canella Maria; Canella P. pittore; Capinist co., S. Gregorio, Venezia; Caporal Fracassa; Caporal Francesco; Cappello co. Gino (Gina?); Caprice G.; Carenzi Rina; Castelnuovo Bice; Castelnuovo Enrico, Venezia; Cattalucci d’Urbino prof. D.; Cavaglieri E.G.; Cezza nob. Caterina; Cezza Selvatico march.; Cita L.; Cittadella Vigodarzere co. Costanza; Cittadella Vigodarzere co. Gino; Cofler Laura; Colletti (o Coletti) L., Venezia; Conti co. Ascanio; Copparelli prof. G. pittore, Firenze; Corcos F. pittore; Corinaldi co.; Corinaldi co. Corinna; Corinaldi co. Paolina; Costa; Costa Mario; Cozzi Maria; Crescini prof.; Criti Barbaran co. Amalia; Cucchetti Ada; Cucchetti Maria; D.; D’Annunzio Gabriele; D’Annunzio Mantovani; Da Molin Oreste pittore; Dalle Nogare Gisella; De Benedetti; De Benedetti Leonilde; De Blaas E. pittore, Venezia; De Luigi Eugenio pittore; De Micheli Gemma; Del Lungo Isidoro, De Amicis Edmondo; Deleano; Delleani pittore, Venezia; Di Salasco Pasini co. Valentina; Dolfin co. Rina; Dudovich Marcello pittore, Bologna; Duse Morosini co. E.; Ehrenfreund avv. Guido; Ermes; F.P.; F.S.B.; Fabbi pittore, Bologna; Faggiotto V. pittore, Venezia; Fanzago Amalia; Fanzago M.; Felissent; Ferrai E.; Feruzzi Roberto pittore; Finetti G.; Flamini Francesco prof.; Fogazzaro Antonio; Formiggini cap.; Formis A.B. pittore, Milano; Fradeletto e Milesi; Franchetti Alberto; Fuà (o Foà) Arturo; G.L.; Gaggian Galdiolo Corinna pittrice; Galanti Adda (o Ada), Venezia; Galbusera pittore, Milano; Garbi Boschi G. (Pia) pittrice; Gardio; Giacometti M. pittore, Bologna; Giacosa Giuseppe; Gianelli Elda; Gioli I. pittore, Firenze; Girardi Maria, Brescia; Giusti co. Giulio; Godermaier C.; Goldschmidt E.; Guaglia E.; Kaschmann B.; Koch-Coffler; Lamberti nob. Maria; Lando Innocente pittore; Lava prof. Barnaba pittore; Lemmo R.S.; Levi ing. S.; Lio V.; Lombroso Cesare; Lorenzoni A.; Lorenzoni prof. pittore, Vicenza; Lorenzo Stecchetti (Olindo Guerrini); Loria A.; Lupati Maria; M.; M.G.; Magnaghi Carlo pittore, Spezia; Magri (Rataplan del “Sior Tonin”); Mainardi co. Maria; Mainardi Mardin Cordovado co. Giulia; Mainella pittore, Venezia; Malaspina march. L.; Malfatti Orologio bar.ssa; Malmignati co. G.; Manzoni Giacomo pittore; Marangoni Giuseppe studente; Marinelli G.; Marradi Giovanni; Mary D.A.; Marzolo Ersilia; Mascagni maestro Pietro; Mazzoni Guido; Menici Giulia; Miari Cezza co.; Miari contessa I.; Milesi Alessandro pittore, Venezia; Milius, Milano; Mocenigo co. Pietro, Vicenza; Molini M. (o A.); Monis; Montalti; Montalti Laura; Monterumici A.; Monteverde E.; Morassuti Fr.; Morchi; Morpurgo Olga, Venezia; Moscon; Naso; Nerozzi A.; Nigois Olga; Nordis Balbi Valier co. Norina, Venezia; Onesti bar.ssa Carmela; Ongania V. pittore; Orefice Cesare; Orvieto ed altro; Padoa J.; Pajetta Pietro pittore; Papafava co. Alberto; Papafava prof. Luigi pittore; Paratico dei Lantieri co. Antonietta, Brescia; Pascarella, Grosso; Pastonchi; Pauledi C., Costantinopoli; Pecile co. Maria, Udine; Pelizzari tenente; Pennasilico Giuseppe, Napoli; Perucchi, Venezia; Peserico (o Persico) co. Sofia; Pianezzola G.; Piatti co. L.; Pitteri Riccardo; Polverara C.; Prosdocimi; Prosdocimi G.; Prosdocimi prof. A. acquarellista; Puccini Giacomo; Rasi Luigi; Re col. Angelo; Re Costanza; Ridolfi co. Rina; Rignano Luisa; Rizzi Amelia; Romanin Jacur Ninetta; Rosanelli prof. Carlo; Rossi Bozzotti bar. M.; Rovetta Girolamo; Sacchetto ing. Giovanni pittore, Monaco; Sacerdoti; Sacerdoti sig.ra Bice; Saladini G.; Saladino C., Verona; Salvador Giacomo pittore; di Sardagna barone Silvio; Sardagna P.; Sarego (o Serego) co. G.; Sarfatti; Savardo Ada; Savoia Duca degli Abruzzi S.A.R. Luigi Amedeo; Savoia Bonaparte D’Aosta S.A.R. duch. Letizia; Scala B.; Scalfo Ninin signorina; Scapin Vittoria co.; Serego degli Alighieri co.; Sergardi; Soster nob. Umberto; Stella Paolina; Stradiotto; Stroilietti co. Carla; Sugana L.; T.G.; T.S.B.; Tafuri R. pittore, Venezia; Talpo Maria; Talpo Rosina (o Norina); Tasca G.; Tatti; Teodoli march.; Tessari Romolo pittore, Venezia; Testoni Alfredo; Tirelli; Tirelli march. Gina, Parma; Toffolati (o Toffolato) Maria; Tonellato V.; Tordini (o Tondini); Toso P.; Tosoni Ida; Trentin G. pittore; Treves Bonfili bar. Annita; Trieste Bice; Triosona Maria; Trissino co.; Turazza prof. G. (Giacinto); Tuzzet E.; Valeri Ugo pittore; Valle co. Camillo; Valmarana co. Pia; Vasma E., Costantinopoli; Vergari Marianina; Vianello C.; Vianello Giovanni; Villari Pasquale, De Amicis Edmondo; Viola co.; Viterbi Anna; Volpi Mario, Venezia; von Lenbach Franz; Ximenes E.; Zonaro Fausto, Costantinopoli; Zonaro Leonia.
ALTRI AUTORI TRATTI DAI QUOTIDIANI:
Andovic sig.; Baratti Lodovico; Barchi E.; Bonaparte Matilde S.A.I. Principessa; Calvi Giusti co.; Canella Giuseppe pittore; Caprini; Crispolti Filippo; Da Zara Leone; De Ferrazzi Alba; De Lazara Zigno co. Lucia; Del Valle Trieste Alice; Della Torre sig. nob.; Duclos (o Ducloz); Ferruzzi; Formis signorina; Fucini Renato; Giacomelli Elda; Gradara Pisani Emilia e Giuseppe; Graf Arturo; Grosso G.; Iolanda (Maria Majotti Plattis?); Lanzetti Baratelli Giovanna (Giovanni?); Lovatelli Ersilia contessa; Magnafù Carlo arch.; Malfatti Orologio cav.; Mantovani Dino; Medin Tiepolo co.; Nettz di San Gregorio contessina, Venezia; Padova F.; Perosi don Lorenzo; Pertile Rebustello Eugenia; Picciola; Raina; Ramez Luzzatto Dina Giulia; Riter; Savardo Dino, Vicenza; Theodosi march.; Treves dei Bonfili bar. Matilde; Trieste Sacerdoti Lisa; Vanzan Lia signorina.
Tre mostre a tema, aventi a oggetto il “Ventaglio”, il “Fiore” e il “Cappellino”, si organizzano a inizio Novecento per sostenere la pia opera Ospizio Marino e Istituto Rachitici di via Porciglia, che cura fanciulli affetti da scrofola e da rachitismo. A vantaggio dello stesso ente è allestita anche la Mostra artistica – Bazar di Carità del gennaio 1908, che tuttavia lascia completa libertà di soggetto (ed è pertanto trattata in paragrafo successivo).
L’esposizione di ventagli artistici “Il Ventaglio nell’Arte e nella Storia” si tiene al Teatro Verdi dal 24 febbraio al 3 marzo 1901. A promuoverla, mesi prima, è un comitato di patronesse presieduto da Lucia De Lazara Zusto De Zigno, il quale sviluppa un’idea nata in seno al consiglio della Pia Opera con il titolo provvisorio “Nel regno del ventaglio”. In catalogo si contano quasi seicentottanta oggetti e dai quotidiani apprendiamo di ulteriori doni giunti dopo l’apertura, anche da nuovi offerenti. I ventagli e le ventole, antichi e moderni, dipinti su svariati supporti, sono talvolta dei bozzetti, talaltra dei veri e propri piccoli quadri, altra volta delle fotografie, e non mancano gli autografi. Gli artisti italiani che li firmano sono numerosi e un lavoro offerto dalla contessa Papafava spetta al noto pittore tedesco Franz von Lenbach. Si trovano, inoltre, scritti e firme di altre persone celebri come Aganoor, D’Annunzio, De Amicis, Fogazzaro, Fradeletto, Guerrini, Mazzoni, Giacosa, Mascagni, Perosi, Puccini, del Duca degli Abruzzi, della principessa Letizia Savoia Bonaparte D’Aosta e della principessa Matilde Bonaparte. Il cartellone della festa di beneficenza è eseguito nello stabilimento del dottor Chappuis di Bologna su bozzetto di Marcello Dudovich, anch’egli espositore. L’inaugurazione è solenne, in presenza delle autorità, e il discorso è pronunciato da Luisa Cittadella Vigodarzere in rappresentanza del comitato. I ventagli antichi occupano il foyer del teatro, quelli moderni il palcoscenico e la platea. Tutti gli ambienti sono ornati con fiori ed è presente un servizio interno di ristorazione. I visitatori sono intrattenuti da concerti strumentali, “ruota della fortuna”, una conferenza di Mario Bono su “Il ventaglio nell’arte e nella storia” e un concorso a premi per una romanza da musicare sopra versi di Enrico Da Rin, il cui vincitore è decretato dal pubblico dopo aver udito i brani interpretati da Carlo Scattola con l’accompagnamento al piano di Alberto Toma. Al termine dell’esposizione, che ottiene un grande successo di pubblico e di vendite, i ventagli restanti sono estratti a sorte fra gli acquirenti dei biglietti d’ingresso.
17 – ? (POST 23) MARZO 1901
Padova, Palazzo dell’Orologio (Piazza Unità d’Italia, ora Piazza dei Signori) Sede del Circolo Filarmonico Artistico Padovano
ENTE PROMOTORE:
Circolo Filarmonico Artistico. Comitato esecutivo: Brunelli Bonetti Antonio, Ceccon Luigi, Corinaldi Edoardo, Lupati Giulio, Manzoni Giacomo, Ramazzotti Serafino, Silvestri Antonio.
OPERE ESPOSTE:
Caratti Augusto: quasi 130 lavori, in prevalenza ritratti.
La mostra in ricordo di Augusto Caratti, scomparso il 13 dicembre 1900, è allestita nel Palazzo dell’Orologio in Piazza Unità d’Italia, sede del Circolo Filarmonico Artistico, e resta aperta per una decina di giorni a partire dal 17 marzo 1901. L’iniziativa spetta allo stesso sodalizio, che nomina un comitato esecutivo formato da Antonio Brunelli Bonetti, Luigi Ceccon, Edoardo Corinaldi, Giulio Lupati, Giacomo Manzoni, Serafino Ramazzotti e Antonio Silvestri. Non risulta stampato un catalogo, ma sappiamo che vengono raccolti circa centotrenta lavori, in prevalenza ritratti, compresi quelli di proprietà del Municipio. L’inaugurazione avviene senza particolari formalità in omaggio – si chiarisce – alla modestia del pittore. L’afflusso di visitatori è buono e vengono vendute diverse opere di Caratti, sia finite che incompiute. Scopo dell’esposizione retrospettiva è anche quello di raccogliere fondi per una scultura da porre sulla tomba dell’artista.
9 – 16 GIUGNO 1901
Padova, Palazzo della Ragione
ENTE PROMOTORE:
Sottocomitato locale della Croce Rossa. Comitato speciale: Luciano Avogadri, Attilio Borgatti, Catticich Giovanni, Manzoni Giacomo, Ramazzotti Serafino.
ESPOSITORI (4 SEZIONI):
Collezionisti: Bibolini Giorgina; Bonetti; Conti Mary; Dalla Vedova Carlo; De Carli, sorelle; Draghi Angelo, libraio; Drucker Fratelli, libraio; Ferro Ferruccio; Ivancich Laura; Jolanda; Marini Aurelio; Mazzaggio, sorelle; Morpurgo Margherita e Mario; Pietropoli Cattaneo; Saccardo Maria; Spessa Carlo; Vanzo Antonio, cartolaio; Vitacchio Irma.
Editori: De Franceschi Lodovico, Bologna; Grappeggia, cartolaio; Mencke, Zurigo; Mengoli Giovanni, Bologna; Minotti; Rietti Vittorio; Sleisier, Dresda; Società Editrice, Torino; Zanetti, ditta; Zoppelli Luigi, Treviso.
Cartoline fatte a mano: Berti Renato; Boldrin Guido; Bortoluzzi Rositta; Bozzano Beniamino; Brentan Andrea Nicolò; Brombin Marco; Canella, sorelle; Cerutti Mario; Cesco; Contarini Luciano; Cupi Addo; Dalle Nogare Gisella; De Falchi Enrico; De Franceschi Lodovico; De Kunert Silvio; Ghirardi Aleardo; Hardit Aldo; Lombroso Bice; Lupati Maria e Antonietta; Maffei Italia; Malvestio, sorelle; Maretto Luigi; Mary, S. Giorgio delle Pertiche; Medina; Olana Roberto; Pierelli Elisa; Puozzo Bruno; Soranzo Antonio; Tessari Romolo; Tretti Maria; Valeri Ugo; Valerio Alessio; Vason Carlo; Vettori Irma; Zoppellari Mario.
Collezioni a soggetto speciale: Bedendo; Bozzoli Antonio; Cesarano Federico; Cesarano, sorelle; Lombardini Giulia; Lorenzon (o Lorenzoni) Francesco; Lupati Maria e Antonietta, sorelle; Mazzetti (o Masetti) Luigi; Piva Clelia; Sormani Cesare; Taboga Clemente; Vanzo Maria; Vason Francesco; Vason Ines e Rosa.
La seconda esposizione di cartoline fatte a mano ha luogo in Palazzo della Ragione dal 9 al 16 giugno 1901 ed è promossa ancora dalla Croce Rossa padovana. A ordinarla provvede un comitato speciale composto da Giacomo Manzoni, Serafino Ramazzotti, Luciano Avogadri, Attilio Borgatti e Giovanni Catticich, che decidono pure sull’ammissione dei cartoncini in base al loro “carattere artistico”. Inizialmente prevista nella Loggia della Gran Guardia, come quella precedente, la rassegna si allestisce poi in Salone, dove le “innumerevoli” cartoline sono disposte su lunghi banchi a cono foderati di stoffa color rosso scuro. Nel vasto ambiente è presente anche una mostra di cappellini da signora, un servizio bar gestito dal conduttore del Caffè Genio, una fontana in cemento con acqua potabile (un precedente che condizionerà in futuro la concessione del Salone), piante ornamentali, diversi chioschi e l’intrattenimento musicale. L’inaugurazione avviene senza cerimonie e l’ingresso è a pagamento. Gli espositori sono divisi in quattro sezioni: collezionisti, editori, cartoline fatte a mano, collezioni a soggetto speciale. Fra i circa quaranta artisti esecutori compaiono i nomi di Brentan, Brombin, Contarini, De Kunert, delle sorelle Lupati, Puozzo, Soranzo, Romolo Tessari, Valeri e Valerio. Al termine della mostra la giuria, formata da Avogadri, Ramazzotti e Manzoni, conferisce le medaglie coniate dalla ditta Johnson di Milano e le menzioni onorevoli stampate dallo stabilimento Prosperini. Nella sezione cartoline fatte a mano Valerio e Valeri ottengono la medaglia d’oro; Brentan quella d’argento; Contarini e Cupi il bronzo; Berti, Boldrin, Bozzano e Cesco la menzione onorevole; Soranzo la menzione onorevole speciale per incoraggiamento. Nella sezione collezionisti, invece, riceve la medaglia d’oro il cavalier Francesco Vason, stimato filatelico, che ha raccolto millecinquecento cartoline di Padova e provincia, di qualsiasi tipo e stampate anche da privati, in pratica cioè – si precisa sui quotidiani – tutte quelle prodotte fino ad allora.
11 GIUGNO – 10 LUGLIO 1904
CONCORSO “I SETTE PECCATI” – BOZZETTI
Padova, Palazzo dell’Orologio (Piazza Unità d’Italia, ora Piazza dei Signori) Sede del Circolo Filarmonico Artistico
ARTE APPLICATA
Padova, Loggia della Gran Guardia
ENTE PROMOTORE:
Circolo Filarmonico Artistico, presidente Lupati Giulio. Commissione esecutiva: presidente Deola Luigi, Benvenisti Gabriele, Manzoni Giacomo, Modin Primo, Morato Felice, Rizzo Giovanni, Veronese Giuseppe, Voghera Simeone, segretario Coletti Dino.
ESPOSITORI DAL CATALOGO:
Concorso “I sette peccati”: Alberti Eleonora; Alphandery Mimì; Bettio Augusto; Bonariva Adolfo; Bressanin Vittorio; Cadorin Ettore; Canella de’ Calboli Renzo; Cappello Gina; Casorati Felice; Castegnaro Felice; Chiericati Ascanio; Cupi Addo; Ercole C.; Fabris Vincenzo; Fava Maria; Ferrazzin Antonio; Grinzato Antonio; Lupati Maria; Manzoni Giacomo; Martina Umberto; Massarotto Giuseppe; Michieli Guglielmo; Modin Primo; Nono Enrico; Novelli Pietro; Novo Stefano; Paoletti D. Sylvius (Silvio); Pavanello Elvino; Ramazzotti Serafino; Rizzi Antonio; Rizzo Giovanni; Rosada Attilio; Rossi Gaetano; Sacchetto Giovanni; Soranzo Antonio; Tafuri Raffaele; Tessari Romolo; Tommasi Giuliano; Valeri Ugo; Vianello Giovanni.
Dai quotidiani: Bottasso Urbano; Caldana Emerico; Da Molin Oreste; Da Rin Tommaso; De Colle Gino; De Kunert Enrico; Di Prampero Cecilio; Dorio Erminio; Gabrici Giacomo; Garbin Vico; Moriggi Arturo; Paggiaro Emilio; Paoletti Antonio; Passarin Raffaele; Puozzo Bruno; Rezzonico Vito; Roma (Ronca) Giuseppe Benvenuto; Rosa Luigi; Vianello Cesare; Viviani Raoul; Zanetti Zilla Vettore; Zezzos Giorgio.
Bozzetti: Alberti Eleonora; Alberti Norina; Balbi Valier Alberico; Barrera Gina; Boccioni Umberto; Bordignon Noè; Brentan Andrea Nicolò; Brugnoli Emanuele; Cadorin Ettore; Canella de’ Calboli Renzo; Canella Giuseppe; Casorati Felice; Castegnaro Felice; Castelnuovo Bice; Ciardi Beppe; Ciardi Emma; Ciardi Guglielmo; Cittadella Vigodarzere Gino; Da Molin Oreste; Dal Bò Zaccaria; Danieli Giuseppe; De Kunert Enrico; De Lotto Annibale; De Stefani Vincenzo; Fabris Vincenzo; Fava Maria; Ferrazzin Antonio; Fornoni Giulio; Fragiacomo Antonietta; Fragiacomo Pietro; Gasparini Antonio; Giancotti Francesco; Giove Angelo; Giusti Giulio; Grinzato Antonio; Korompay Duilio; Laurenti Cesare; Laurenti Nicola; Levi Ernesto; Licudis Oreste; Lucon Giulia Leonilde; Lupati Maria; Manzoni Giacomo; Marsili Emilio; Martina Umberto; Marussig Guido; Mazzetti Emo; Milesi Alessandro; Mion Luigi; Modin Primo; Morelli Maria; Moriggi Arturo; Nono Luigi; Novo Stefano; Padoa Amalia; Paggiaro Emilio; Paglieri (Pagliari) Maria; Pajetta Pietro; Parmeggiani Carlo; Parolari Guido; Pasini Vittorio; Pavanello Elvino; Puozzo Bruno; Ramazzotti Serafino; Rezzonico Vito; Rizzi Antonio; Rizzo Giovanni; Ronca Benvenuto; Rosa Luigi; Rosada Attilio; Rossi Gaetano; Rossi Giuseppe; Rossignoli Leonida; Salvador Giacomo; San Fior Silvio Giovanni; Sanavio Augusto; Sartorelli Francesco; Sartorelli Lorenzo; Scappato Martino; Scattola Ferruccio; Stefani Alda; Tafuri Raffaele; Tessari Romolo; Tessari Vittorio; Tommasi Giuliano; Toniolo Leopoldo; Valeri Ugo; Vianello Cesare; Vianello Giovanni; Vio Enrico; Viviani Raoul; Vizzotto Alberti Giuseppe; Zanetti Zilla Vettore (o Vittore); Zezzos Giorgio; Zoppellari Mario.
Dai quotidiani: Bortoluzzi; Caldana Giovanni; Creppi Oddo (Cupi Addo); Paoletti Silvio; Soranzo Antonio.
Mostra d’Arte Applicata: Aschieri Agide; Benvenuti, sorelle; Boesso Giovanni; Bonariva e Fabris; Bonato Giovanni; Brentan Andrea Nicolò; Brunetta prof. Angelo; Canella Renzo; Cimegotto Pietro e C.; Contarini Giovanni; Duse Masin Morosini (Duse Masin Marchiori Carlotta); Fenici Anita; Fratelli Salmin; Garbi Boschi Pia; G. Gianoglio (o Granoglio) e L. De Franceschi; Mazzocca Giuseppe; Medè Paolo; Norsa Giuseppe; Passarin Raffaele; Podrecca Sartori Emilia; Puozzo Bruno; Salvador Giacomo; F. Sanavio e C. Bianchi; Scuola Disegno “P. Selvatico”; Scuola Cooperativa, Brazzà; Scuola Disegno Industriale di Cittadella e Brunetta prof. Angelo; Scuola Professionale Femminile, Padova; Senigaglia Barocci Evelina; Soranzo Antonio; Squarcina Rossi Teresa; Vianello Giovanni; Vivante Giacomo; Zanetti Antonio.
Dai quotidiani: Ruzzante Luigi; Valeri Ugo; Zanetti Emanuele.
Dall’11 giugno al 10 luglio 1904 si tengono in città le Mostre d’Arte, cioè: il Concorso per opere finite sul tema “I sette peccati”; l’esposizione di Bozzetti; la sezione d’Arte Applicata all’industria. Le prime due rassegne trovano accoglienza presso la sede del Circolo Filarmonico Artistico, nel Palazzo dell’Orologio in Piazza Unità d’Italia, mentre le arti applicate sono sistemate nella vicina Loggia della Gran Guardia, gentilmente concessa dal Municipio. Promotore dell’evento è lo stesso Circolo, che nomina una commissione esecutiva presieduta da Luigi Deola e composta da Dino Coletti segretario, Gabriele Benvenisti, Giacomo Manzoni, Primo Modin, Felice Morato, Giovanni Rizzo, Giuseppe Veronese e Simeone Voghera. Al presidente del sodalizio, Giulio Lupati, spetta invece l’idea di riproporre agli artisti della regione un tema obbligato come già avvenuto nel 1898, quando la mostra “Eterno Femminino” aveva riscosso grande successo di pubblico e di vendite.
Nel Concorso “I sette peccati” risultano indicati in catalogo quaranta espositori e altri ventidue se ne traggono dai quotidiani; nella mostra Bozzetti invece, lasciata a soggetto libero, se ne contano novantacinque più altri cinque; e infine nella sezione Arte Applicata sono presenti una trentina circa di soggetti, inclusi decoratori, artigiani e scuole professionali, con altri tre segnalati dalla stampa. Alla rassegna partecipano artisti provenienti da tutto il Veneto e in special modo da Venezia, anche molto conosciuti, insieme a giovani destinati a un radioso avvenire, come il “padovano” Umberto Boccioni. Il catalogo indica cinquantanove quadri a soggetto e circa centottanta bozzetti, ma il numero complessivo dei lavori esposti è più alto, perché si devono considerare anche le opere degli autori segnalati nei quotidiani (non quantificabili con precisione). Il pittore Ugo Valeri realizza il manifesto, che viene stampato nello stabilimento cittadino Donaudi.
Il discorso inaugurale è tenuto da Lupati nella sala terrena del Circolo Filarmonico Artistico, in presenza del sindaco Vittorio Moschini, numerose autorità e molti artisti. Nonostante le buone premesse, l’affluenza rimane bassa per tutto il corso dell’esposizione (meno di settecento biglietti nei primi tre giorni) e le vendite sono, in percentuale, assai scarse: a Maurizio Wollemborg Preghiera di Rizzo; a Giorgio Sacerdoti In Laguna e Pellestrina di Giove; ad Antonio Brunelli Bonetti Venezia di Pasini e Calma di Giovanni Vianello; a Fanny Camerini due cinghie della ditta Norsa; un vestito di pizzo della Scuola cooperativa di Brazzà all’avvocato Protto e un altro ad Adelaide Buzzacarini; a Vittorio Fiorazzo Studio di testa di Maria Lupati e Lussuria di Manzoni; al conte De Lazzara Ferri Golfo di Genova di Eleonora Alberti; a Gino Cittadella Vigodarzere In laguna della stessa Alberti e La superbia di Passarin; e alcuni acquisti (non meglio specificati) fanno la contessa Sambonifacio, Gabriele Benvenisti, Ferrai, Linda Ermacora, Stefania Omboni, Tiso Scalfo, Gabriele Benvenisti e Luigi Deola.
La giuria chiamata a valutare le opere del Concorso “I sette peccati”, composta da Emilio Marsili, Egisto Lancerotto e Antonio Monterumici, assegna a Raffaele Tafuri le mille lire del Circolo Filarmonico Artistico; a Vittorio Bressanin la medaglia d’oro del Comune; a Giovanni Vianello e a Umberto Martina le grandi medaglie d’argento del Ministero della Pubblica Istruzione; a Silvio Paoletti e a Giovanni Sacchetto le medaglie d’argento dello stesso Ministero; e ad altri artisti otto menzioni onorevoli. Il verdetto viene contestato perché trascura le opere di scultura e in particolare l’Ira del padovano Rizzo e la Lussuria modellata da Gaetano Rossi, perché non premia le pitture di Manzoni e di Modin e perché esclude quasi del tutto gli artisti cittadini (eccetto Vianello e Sacchetto). Per placare in qualche modo gli animi, il Sindaco Moschini interviene acquistando per sé l’Ira dello scultore padovano Rizzo e un’altra dello stesso scultore è ceduta a Vittorio Fiorazzo. Nella sezione d’Arte Applicata una diversa giuria formata da Cunizza di San Bonifacio in Piave, Antonio Monterumici e Gabriele Benvenisti consegna la medaglia d’oro del Ministero dell’Agricoltura alla ditta Norsa; la medaglia d’oro della Banca Popolare di Padova alla ditta Gianoglio – De Franceschi; la medaglia d’argento del Comune alla Scuola Professionale Femminile; quelle d’argento del Ministero dell’Agricoltura alla Scuola di disegno “Pietro Selvatico” e alla ditta Sanavio e Bianchi; una menzione onorevole e un premio di duecento lire ciascuno alle Scuole Industriali di Cittadella, a Bruno Puozzo e a Giacomo Salvador; una menzione onorevole alla ditta Cimegotto, a Giovanni Vianello, a Bonariva e Fabris, e a Carlotta Duse Masin Marchiori; e dei diplomi speciali ad altri espositori.
Nonostante l’ampia visibilità che riesce ad ottenere sui quotidiani, la mostra del 1904 delude le aspettative riguardo al concorso di pubblico e alle vendite, quasi dimezzate percentualmente rispetto a quelle del 1898.
8 – 15 GENNAIO 1905
Padova, Teatro Verdi
ENTE PROMOTORE:
Patronesse dell’Ospizio Marino e Istituto Rachitici e altri benefattori.
ESPOSITORI/DONATORI (circa 250 con 400 oggetti complessivi, si vedano le liste pubblicate su “Il Veneto”, 17, 29 e 31 dicembre 1904, 4 e 7 gennaio 1905):
Agostinelli sig. nob. Antonio; Alberti co. Eleonora; Albrizzi co. Dada; Baratelli sig. Pietro; Baratelli, ditta; Barsanti sig.; Beggio sig.ra Giuditta; Beltrame (o Beltrami) Fabeni sig.ra Elisa; Benedetti L.; Benvenisti dott. Gabriele; Bernardi Bono sig.ra Pia; Berti Renato, pittore; Bertini prof.; Bolasco nob. Steno; Boschetti sig.na Giuseppina; Bottasso prof. Urbano; Bragato Mion sig.ra Beppina; Brazzolo (o Brazolo) Scapin co.; Brunelli Bonetti sig.ra Amalia; Brunelli Bonetti sig. Antonio; Brunelli Bonetti co. Agnese; Brunelli Bonetti co. Livia; Brunelli Bonetti co. Lucrezia; Brunelli Bonetti co. Maria; Busetto Bubba sig.ra; Busetto Bubbo sig. Beppino; Buzzacarini march. Vittoria; Callegari sig. Adolfo; Calore Fai sig.na Bice; Calvi co. Maria; Calvi Giusti sig. ra; Camerini co. Fanny; Camporese sig.na Clelia; Candeo sig.na Maria; Canevaro Ghighizola (o Chighizziola, Ghighizzola) sig.ra Carim (o Corinna); Cappello co. Gina; Casalini sig. Rovaldo; Casalini, pittore; Castellani (o Catellani) sig.ra Lina; Castelnuovo sig.ra Bice; Castori sig.ra Ida; Centanin Vico sig.ra nob. Alice; Chiericati co. Antonio; Clauser (o Claner) sig.na Ginevra; Clauser sig.ra Giuseppina; Colombo sig.ra Rina; Compostella sig.ra Cesca; Corinaldi co. Corinna; Corinaldi co. Margherita; Corinaldi co. Paolina; Crescini sig.na Eros; D’Ancona dott. comm.; D’Ancona Sireni sig.na Vittorina; Da Zara sig. Leone; Da Zara sig. Lino (o sig.ra Lina); Da Zara sig.na Bianca; Da Zara sig.ra Ernesta; Dandolo sig.na Marcella; Danelon Santini sig.na Antonietta; Danelon sig.ra; Danieli Silvio; De Benedetti sig.ra Leonilde; De Croze sig.na Giuseppina; De Croze sig.na Margherita; De Lazzara co.sa Lucia; De Lazzara Forti co. Dora; De Lerys (o Lorys) m.lle, Parigi; De Zigno bar Achille e Maria; De Ziller sig.na Lina; De Ziller sig.na Olga; Dolfin Boldù co. Ada; Dolfin sig.ra co. Delfina (o Dolfina); Dondi Orologio sig.ra L.; Draghi sig. Angelo; Durazzo sig.ra Antonietta; Duse Morosini co. Carlotta; Errera sig.ra Enrichetta; Fava Maria; Ferri De Lazara co. Cornelia; Fioravanti Onesti bar. Carmela; Fioravanti Onesti Candeo sig.ra Anna; Foa Adolfo, Parigi; Fossati sig. Giovanni; Fossati sig.na Bianca; Galavresi sig.ra; Galbusera, pittore; Galuzzi (o Galluzzi) sig.na Angela; Garbi Boschi Pia; Gaspari Biaggini sig.ra Noemi; Gerlach bar. Lola; Giro sig.na Isabella; Giusti Albertini sig.ra co. Maria; Giusti Cittadella co. Cia; Giusti co. Giulio; Giusti Giustinian (o Giustiniani) co. Maria; Guastalla R.; Guastalla sig.na Ida; Incisa di Camerana march. na; Incisa di Camerana march.sa M.; Legrenzi A.; Legrenzi sig.na nob. Adele; Levi sig.ra Olga, Venezia; Lupati sig.na Maria; Maggioni sig.ra Carmela, Legnago; Mainardi sig. C.; Malanotti cav. nob. Enrico; Malfatti bar. L.; Malfatti bar. Rina; Maluta sig.na Rina; Manzoni sig. Angelo; Manzoni sig. Giacomo; Manzoni, ditta; Marangoni sig. Giuseppe; Marini Forti sig.ra Anna; Martello Maluta sig.ra Maria; Marzolo Occioni R.; Massaria sig.na; Mattiozzi, ditta; Medin co.na Emilia; Medin co.na Loredana; Medin co.na Maria; Meillon m.lle E., Astaffort – Francia; Meloni (o Melloni) sig.na Adele; Meneghetti sig. Matteo; Meneghetti sig.ra Maria; Miari co. Isabella; Michieli Fanzago co. Amalia; Minotti (o Minozzi) sig.; Montalti sig.ra Laura; Montini Pammer (o Pommer) sig.ra Anna; Morelli sig.ra Maria; Morpurgo sig.ra Margherita; Moschini sig.na Erminia; Moschini sig.ra Jole (Yole); Mumgi sig. Thannes; Mungi T. (o O.); Musatti sig.ra Emilia; Musatti sig.ra Giulia; Mylius sig.ra; Nani Mocenigo co.na Rosetta; Nani Mocenigo co.na; Nani Mocenigo L.; Nascimbeni sig.na Ernestina; Nascinbeni; Nichetti sig.na Lina; Noale sig.ra nob. Adriana; Norsa ing. Giuseppe Società; Padoa sig.ra Amelia, Venezia; Pajetta Pietro; Papafava Maria; Papafava sig. Luigi; Paratico di Lautissi sig. Camillo; Paratico di Lautissi sig.ra Antonietta; Pedrotta sig.ra Maria; Pettinengo sig.ra Maria; Piovene Sartori co. Adelina; Pittarello cav. Antonio; Pizzarello Ugo, tenente; Poli Guerrini sig.ra Chiara; Poli Guerrini sig.ra M.; Prechdl sig.ra; Prosdocimi sig.ra Antonia; Prosdocimi, ditta; Quaglia sig.ra co. Luisa (o Lina); Rasi Vanzan sig.ra Lena; Rebustello Pertile sig.; Rebustello Pertile sig.ra Eugenia; Remondini co. Carlo; Ridolfi Lina; Romain sig. ra Pina; Rosanelli sig.ra Adele; Rosanelli sig.ra Gemma; Sacchetto sig. Giovanni; Sacerdoti Musatti sig. G.; Sacerdoti sig.na Nella; Sacerdoti sig.ra Bice; Salom sig.ra Ines; Salvador Giacomo, pittore; Salvagna; Sambonifacio co. Eleonora; Santini sig.ra; Savio sig.na Anna; Scabia Umberto, capitano; Scalfo Vanzetti sig. ra Maria; Scapin sig.na Elena; Scuola Pietro Selvatico; Sebastopol sig.na Wanda; Soster Giovanni; Soster sig.na Annina; Stefani sig.na Alda; Stroili (o Itroili) sig.ra co. Eltà (o Elti); Suman co. Anna; Suman co. Laura; Suman co. Rina (o Nina); Todeschi sig.ne; Toffolati sig.na Maria; Tommasi sig. Angelo; Tonellato sig.; Trentin C.; Treves bar. Olga; Treves de’ Bonfili bar. Giulia; Treves de’ Bonfili bar. Matilde; Trieste sig.ra Bice; Trieste sig.ra Delfina (o Dolfina); Uliani (o Milani) sig.na Pia; Ulrich sig.ra Isa; Valier co. Antonietta; Valier co. Bianca; Valier co. Luisa; Valvassori sig.ra Maria; Vanzo Marcante sig.ra; Vianello Giovanni; Vietti, ditta; Vivante Trieste sig.ra Fanny; Vuscovich sig.na Gina; Wollemborg sig.ra Elda; Zanardini sig.ra Paola; Zanetti cav. Antonio; Zolezzi (o Zolerzi) sig.re; Zuckermann e Diena, ditta; Zurhaleg sig.ra Matilde; Zurhaleg, ditta.
AUTOGRAFI DI:
Aganoor Pompilj Vittoria; Antona Traversi Giannino; Boccardi Alberto; Bodrero Emilio; Crescini Vincenzo; D’Annunzio Gabriele; Don Bertini; Fogazzaro Antonio; Galanti F.; Gianelli Elda; Giulio Orsini (Domenico Gnoli); Graf Arturo; Marradi Giovanni; Mazzoni Guido; Ojetti Ugo; Orvieto; Pascarella Cesare; Pastonchi Francesco; Pezzè Pascolato Maria; Piccardi Vincenzo; Pitteri Riccardo; Sfinge (Eugenia Codronchi Argeli).
Un solo articolo accenna all’esistenza di un catalogo, che non abbiamo rinvenuto; la lista degli espositori si legge in:
– I lista: Il fiore nell’arte e nella natura, “Il Veneto”, 17 dicembre 1904; stesso titolo, “La Libertà”, 19 dicembre 1904; stesso titolo, “La Provincia di Padova”, 17-18 dicembre 1904.
– II lista: Il fiore nell’arte e nella natura. Seconda lista, “Il Veneto”, 29 dicembre 1904; stesso titolo, “La Libertà”, 29 dicembre 1904; La festa del fiore, “La Provincia di Padova”, 29-30 dicembre 1904.
– III lista: Il fiore nell’arte e nella natura. Terza lista, “Il Veneto”, 31 dicembre 1904; stesso titolo, “La Libertà”, 31 dicembre 1904; Il fiore nella natura e nell’arte (III. Lista di offerenti), “La Provincia di Padova”, 31 dicembre 1904-1 gennaio 1905.
– IV lista: Il fiore nell’arte e nella natura. Quarta lista, “Il Veneto”, 4 gennaio 1905; Il fiore nella Natura e nell’Arte. III. [IV.] Lista, “La Libertà”, 8 gennaio 1905; Il fiore nella Natura e nell’Arte. III [IV.] Lista, “La Provincia di Padova”, 5-6 gennaio 1905.
– V lista: Il fiore nell’arte e nella natura, “Il Veneto”, 7 gennaio 1905; Il fiore nella Natura e nell’Arte. IV. [V.] Lista, “La Libertà”, 9 gennaio 1905; Il fiore nella Natura e nell’Arte. IV [V.] Lista, “La Provincia di Padova”, 7-8 gennaio 1905.
La mostra di beneficenza “Il Fiore nell’Arte e nella Natura” si organizza al Teatro Verdi dall’8 al 15 gennaio 1905 ed è promossa dalle patronesse dell’Ospizio Marino e Istituto Rachitici e da altri benefattori. La rassegna accoglie lavori di qualsiasi genere, non solo d’arte pure o applicata, che trattano il tema fissato. I nomi dei donanti e la descrizione degli oggetti offerti, in assenza di catalogo (non rinvenuto), si leggono nelle cinque liste che appaiono sui quotidiani cittadini con differenze minime dovute a refusi di stampa. Nel complesso si contano quattrocento lavori di circa duecentocinquanta espositori, tra i quali troviamo i pittori padovani Eleonora Alberti, Bolasco, Brunelli Bonetti, Callegari, Pia Garbi Boschi, Maria Fava, Giusti, Maria Lupati, Rina Maluta, Manzoni, Maria Morelli, Pajetta, Luigi Papafava, Sacchetto, Vianello, il vicentino Ascanio Chiericati e lo scultore veneziano Urbano Bottasso. Sono poi presenti autografi della Aganoor, Antona Traversi, Crescini, D’Annunzio, Fogazzaro, Manzoni, Ojetti e Pascarella, per citare alcuni nomi. Il manifesto della mostra è dipinto e offerto da Giovanni Vianello ed esce dallo stabilimento Prosperini. Dopo l’inaugurazione le sale del teatro, ornate con fiori freschi e allietate dalle musiche di un’orchestrina, accolgono i numerosi visitatori fino al termine della rassegna, quando si distribuiscono con la consueta pesca di beneficenza (“sorteggio”) gli oggetti non prenotati per la vendita. Gli incassi sono assai soddisfacenti.
6 – 16 GENNAIO 1906
Padova, Loggia Amulea (Prato della Valle)
ENTE PROMOTORE:
Patronesse dell’Ospizio Marino e Istituto Rachitici.
ESPOSITORI/DONATORI:
Alberti co. Eleonora; Arrigoni degli Oddi co. Mariana; Baratelli Pietro, ditta; Barucchello sig.ra Laura; Beggio sig.ra Giuditta; Bianchetti Drigo Dinetta; Bianchi, ditta – Torino; Bolasco Steno; Bonomi Todeschini co. Rosa; Bovio Vanzetti Teresa; Brigenti, ditta; Brunelli De Puppi co.; Brunelli Peverelli co. Amalia; Camerini co. Fanny; Campostrini co.sa; Casorati Felice; Cavaglieri Mario; Cavalli Salvadego co. Elisa; Cellina sig. ra; Cittadella Giusti co. Lucia; Cittadella Vigodarzere Saluzzo co. Luisa; Corinaldi co. Emma; Corinaldi co. Gustavo; Corinaldi co. Margherita; Corinaldi Del Valle Matilde; D’Ancona comm.; Da Zara cav. dott. Leone; Da Zara Nannarone Rosa; Da Zara Segrè Ernesta; De Benedetti Ines; De Lazzara Zusto De Zigno co. Lucia; Dolfin Boldù co. Ada; Dondi Dall’Orologio march. Consuelo; Fanzago Michieli co. Amalia; Ferri co. Cornelia; Forti De Lazzara co. Dora; Giani Chiara; Giusti Giustiniani co. Maria; Grinzato Antonio; Ivancich co. Elisa; Lattis Levi Civita Bice; Legrenzi Dina; Lepora Giro co. Adele; Lonigo co. Emma; Lupati Maria; Macchi di Cellere co. Mary; Macchi di Cellere co.; Maestri Eugenia; Malanotti sig.ra Carolina; Maluta comm. Carlo; Manzoni march. Lucrezia; Martire Antonio, ditta; Martire Rodolfo, ditta; Medin co. Antonietta; Medin co. Lori; Miari co. Isabella; Mion Beppina; Montalti sig.ra Laura; Morelli Maria; Moschini march. Erminia; Padoa Hanau Amelia; Padova sig.ra Adele; Papafava Braceschi co. Maria; Patrizi G.; Pietropoli Cattaneo co. Elena; Polacco prof. Vittorio; Polacco sig.ra; Prosdocimi Barbaran co. Antonia; Prosperini Pietro, ditta; Quaglia sig.re; Rignano Treves dei Bonfili sig.ra Vittoria; Romanin Jacur Lietta; Rossetto Antonio, ditta; Sacerdoti Musatti sig.ra Giulia; Sacerdoti sig.na Bice; Sacerdoti sig.na Nella; Sambonifacio co. Cunizza; Sambonifacio co. Susanna; Santini sig.ra Antonietta; Savio sig.na Anna; Soster Giovanni; Suppiej Antonietta; Tiepolo Medin co. Giovanna; Todesco Luisa; Trechi sig.; Treves bar. Julia; Treves dei Bonfili bar. Matilde; Treves dei Bonfili bar. Olga; Trieste Corinaldi sig.ra Virginia; Trieste Delfina; Trieste Sacerdoti sig.ra Lisa; Trieste Treves dei Bonfili bar. Bice; Turazza Mina; Turazza prof. Giacinto; Ulrich sig.ra Isa; Ulrich tenente; Vanzetti co. Elisa; Vanzetti Scalfo Maria; Venezze Giustiniani co. Maria; Vianello Giovanni; Vivante Trieste sig.ra Fanny; Zamatto Anna; Zerbinelli, ditta; Zuckermann, ditta.
La terza rassegna di beneficenza a vantaggio dell’Ospizio Marino e Istituto Rachitici è la mostra del “Cappellino”, che si tiene dal 6 al 16 gennaio 1906 nella Loggia Amulea in Prato della Valle. A promuoverla sono ancora le patronesse della Pia Opera, le quali scelgono questa volta il “Cappellino” come tema da declinare in ogni forma possibile, pitture comprese. Gli oggetti donati da un centinaio di offerenti si deducono dalle quattro liste pubblicate sul quotidiano “La Libertà”, dove compaiono anche gli artisti Eleonora Alberti, Antonio Grinzato, Maria Lupati, Maria Morelli, Giacinto Turazza e Giovanni Vianello con gli allievi Felice Casorati (l’anno dopo - 1907 - Casorati esordisce alla Biennale di Venezia con un ritratto della sorella con cappellino e veletta), Mario Cavaglieri e Steno Bolasco. Quest’ultimo sovraintende anche alle vendite. L’esposizione è collocata nella stanza di fronte allo scalone d’ingresso, satura di cappellini e cappelloni di ogni aspetto, e nella Loggia che si affaccia su Prato della Valle, dove sono raccolti gli oggetti destinati alla ruota della fortuna. Anche in quest’occasione vivo successo di pubblico e di vendite.
18 – 29 LUGLIO 1906
Padova, Palazzo dell’Orologio (Piazza Unità d’Italia, ora Piazza dei Signori) Sede del Circolo Filarmonico Artistico Padovano
OPERE ESPOSTE DA CATALOGO:
Zonaro Fausto: dodici acquarelli, una fotografia e ventisette oli.
L'esposizione di Zonaro è accolta nella sede del Circolo Filarmonico Artistico, a Palazzo dell’Orologio in Piazza Unità d’Italia, dal 18 al 29 luglio 1906. Sono presenti tredici acquarelli di Costantinopoli, la foto del quadro I dervisci urlanti inviato alla Nazionale di Milano (e forse le immagini di altri lavori), più ventisette dipinti a olio eseguiti dal pittore dal 3 al 12 luglio, durante la traversata che lo aveva condotto in Italia insieme alla famiglia sul piroscafo Romania della compagnia “Navigazione Generale Italiana”. La rassegna, accompagnata da catalogo, si intitola “Costantinopoli – Dal Bosforo all’Adriatico” ed è molto frequentata. Segnalate diverse vendite: i quotidiani ricordano l’acquerello Corno d’oro e la tavoletta a olio Le moschee di Stamboul a Vitale Bianchini; l’acquerello Salad-giak e il dipinto a olio La riva asiatica a Michele Maluta; l’acquerello Da Bechiktas al cader del sole ad anonimo compratore; e gli acquerelli In porto parte sinistra e Dalla vallata di Sislì ai coniugi Omboni.
6 APRILE – 21 LUGLIO 1907
Padova, Sala dell’Oratorio del Redentore
ENTE PROMOTORE:
Comitato per la costruzione del campanile di S. Croce: membri Bolzonella Ferdinando, Dal Zotto Coppadoro Leonardo, Longhini Luigi.
ESPOSITORI/DONATORI:
Albanese Edoardo; Andreotti Romanin sig.ra; Angeli, fratelli; Antonini De Zorzi Giuseppina; Babbetto Giuseppe; Baratelli, ditta; Becucci e Ferroni, ditta Firenze; Beggio Carlotta, fiorista; Beggio Giuditta; Bellarin Giuseppe; Beretta (o Berretta) Maria; Bertarelli, Milano; Bertelli, ditta Milano; Berti mons. Paolo; Bianchini Sebastiano; Bigoni Dante; Bolzonella Gildo, Venezia; Bolzonella Giordano; Bonaldi Vittorio, ditta; Borgato Giovanni, tornitore; Borsatti, ditta; Bortolotti Ermacora Anna; Boschi Lia (Pia?); Bottin Giuseppe; Braghetta famiglia, Bassanello; Breddo Giuseppe; Brombin Marco; Buia Ernesto; Busato Persio; Busolo Carlo; Campeis cav. Giacinto; Capuzzo mons. Eugenio; Carloni Clotilde, Genova; Carnevolli, intagliatore; Carraro, cereria ditta; Casale Fratelli, ditta; Cecchetto prof. Giuseppe; Cesareni comm. ing. Francesco; Cittadella Giusti co. Cia; Colbachini, ditta; Collegio Vanzo; Cristofoli, ditta; Cucchetti, famiglia; Cuzzeri, ditta; Da Zara Leone; Dal Zotto Coppadoro Leonardo; Dalla Baratta Lorenzo, ditta; Dame del Sacro Cuore, Padova; Dandolo Fanzago Matilde; Danieletto Costante; Danieletto Filippo, decoratore; Daolin Gaetano; De Capitani, ditta Milano; Dell’Oro co. Ernesta; Favero Giacomo; Fiorentino Rosina, pittrice; Fontana Angelo; Franco Gaetano; Frescura Carlo, pittore; Fucina, fratelli; Gaudenzi Ettore; Gennaro sig.na Teresa; Giacometti, fratelli; Ginori, ditta Firenze; Granziero Attilio, pittore; Gregolin (o Gregorin) Ettore; Guaragna Dina; Junghans Arturo, fabbricatore orologi Venezia; Lando, fiorista; Lega Eucaristica, Milano; Legrenzi co.sa; Locatelli, sorelle; Longhini Luigi, del Comitato; Lonini Giovanni; Lorigiola Girolamo; Lunini Giovanni; Maddalosso Angelo; Maggiato sig.na, Venezia; Maggiotto Angelina; Malfatti barone; Malipiero, famiglia; Maluta Rina; Man D’oro, cereria; Marcon Luigi, ditta; Maretto Giuseppe, fiorista; Marini Forti Annetta; Mazzucato Saturno; Menotti Orefice, ditta Milano; Merlin Ermenegildo; Merlin, legatoria; Minozzi Elvira; Mondo V., fotografo ditta; Morato Giulio, scultore; Moscon cav. Giulio; Olivieri Giuseppe; Papafava prof. Luigi; Parisi Suman co. Maria; Parroco dei Servi; Parroco di S. Croce; Pelizzo, vescovo di Padova; Pellarin Giuseppe, pittore; Penello Antonio, scultore; Pezzato Maria; Picinali Alessandro; Piva sig.ra; Poli Guerrini comm. Aristide; Presidente del Comitato S. Croce; Quaglia co. Evelina; Reffo Virgilio; Rosanelli, sorelle; Rossi Ernesto; R.R. Padri Gesuiti; S.A.R. Duchessa di Genova; Santini Giuseppe; Sartori Luigi, Vicenza; Sartori Piovene co. Adelina; Scabia don dott. Alessandro; Scabia Garbi Elvira; Scaglia Antonio; Scanferla, fratelli; Scarpa, ditta; Schiavinato Giuseppe; Schiavinato sig.na Angelina; Schiavinato, tappezziere; Scucato Giacomo; Seminario, Padova; Sordina Giuseppe, ditta; Stucovitz (o Stucoviz) Giulio; Succi Rosalia; Tedeschi Domenico, scultore; Sottaz Vettore, rettore del Santo; Visentini Antonio; Visentini e Goldin, ditta; Visentini Umberto; Zanon Alessandro; Zecchinato Pietro; Zuccolini Giuseppe.
L’esposizione in favore dei poveri e per le nuove campane di Santa Croce si tiene dal 6 aprile al 21 luglio 1907 nella sala dell’Oratorio del Redentore. Il titolo rivela l’intento benefico della rassegna, comune peraltro alla maggior parte delle mostre d’arte cittadine. L’ente promotore è il Comitato per la costruzione del campanile di Santa Croce cui partecipano Ferdinando Bolzonella, Leonardo Dal Zotto Coppadoro e Luigi Longhini. I donatori-espositori elencati sui quotidiani sono circa centoquaranta e inviano oggetti di qualsiasi natura, denaro compreso, per sostenere la nobile causa. Tra loro è presente un significativo numero di artisti: i pittori Pia Garbi Boschi, Pietro Marco Brombin, Giuseppe Cecchetto, Rosina Fiorentino, Attilio Granziero (autore dei recenti restauri e abbellimenti all’edificio di culto, v. Nuovi restauri nella Chiesa di Santa Croce, “La Provincia di Padova”, 20-21 settembre 1906), Rina Maluta, Luigi Papafava, Giuseppe Pellarin; gli scultori Giulio Morato, Antonio Penello e Domenico Tedeschi; e i decoratori Filippo Danieletto e Saturno Mazzucato. Si può ritenere che le opere donate siano realizzate da loro stessi e per alcuni lavori ciò è specificato chiaramente negli articoli dei giornali. L’inaugurazione richiama molto pubblico e nella sala dell’Oratorio del Redentore si vedono pure le nuove campane fuse dalla ditta Colbachini, che vengono presto issate sul campanile per il battesimo ufficiale, avvenuto il 26 maggio. La mostra è a ingresso libero e rimane aperta tutte le domeniche fino alla terza di luglio, festa del Redentore. Poi si assegnano i premi. Per quanto riguarda gli artisti: a Pietro Marco Brombin va il diploma con medaglia d’oro; ad Attilio Granziero e Carlo Frescura i diplomi con medaglia d’argento dorato; a Saturno Mazzucato, Giulio Morato e Filippo Danieletto i diplomi con medaglia di bronzo; a Giuseppe Cecchetto, Rosina Fiorentino, Rina Maluta e Luigi Papafava i diplomi semplici.
5 – 26 GENNAIO 1908
Padova, Loggia Amulea (Prato della Valle)
ENTE PROMOTORE:
Comitato Patronesse dell’Ospizio Marino e Istituto Rachitici. Giuria di accettazione e di collocamento: Brocchi Valerio, Vianello Giovanni, Valeri Ugo.
ESPOSITORI:
Alberti Eleonora; Baroni Ettore; Bolasco Steno; Brentan Andrea Nicolò; Brocchi Valerio; Brombin (Pietro?); Canella Renzo; Cappello Gina; Cavaglieri Mario; Cupi Addo; De Zigno Maria; Di Prampero Cecilio; Gozzi Anita; Grinzato Antonio; Maluta Rina; Mazzucato Saturno; Moratto (Morato) Giulio; Pisani G. (o P.); Puozzo Bruno; Rossini Giuseppe; Sanavio Augusto; Tommasi Giuliano; Valeri Ugo; Vianello Giovanni.
DONI AL BAZAR DI CARITÀ (“Il Veneto”, 3 gennaio; “La Libertà”, 10 e 11 gennaio; “La Provincia di Padova”, 3-4 gennaio):
Blaas; Brunelli Antonio, un busto in terracotta; Canella Ernesta, quadro a olio; Cavaglieri Mario, un quadro; Ciardi Emma; Ciardi Giuseppe; Ciardi Guglielmo; Giusti Giulio, quadro a olio; Grinzato Antonio, un quadro; Callegari Adolfo, due quadri; signorina Lupati, calendario dipinto; Papafava Alberto, un quadro; Sacchetto Giovanni, un quadro; signorina Turner di Firenze, quadretto ad olio; sig. Da Zara, un quadro Vianello; Zonaro Fausto; Zorzi Giovanna, quadretto; Zorzi Theos, quadretto.
La Mostra artistica e Bazar di Carità ha luogo nella Loggia Amulea in Prato della Valle dal 5 al 26 gennaio 1908. Analogamente alle rassegne del “Ventaglio” (1901), del “Fiore” (1905) e del “Cappellino” (1906), la rassegna è organizzata dal comitato delle patronesse dell’Ospizio Marino e Istituto Rachitici per raccogliere fondi da destinare alla Pia Opera. L’evento ha natura duplice: da una parte una mostra riservata alle opere di giovani artisti di Padova e provincia che superano l’esame di una giuria di accettazione e di collocamento composta da Valerio Brocchi, Giovanni Vianello e Ugo Valeri, pure partecipanti; dall’altro il Bazar di Carità, ossia una pesca di beneficenza con in palio gli oggetti donati, fra i quali vi sono alcune opere d’arte. Gli espositori della Mostra, per la quale non risulta stampato un catalogo, sono ventiquattro; al Bazar, invece, compaiono lavori (non descritti) di alcuni di quei giovani artisti con Blaas, Ciardi padre e figli, Antonio Brunelli, Giulio Giusti, Adolfo Callegari, Maria Lupati, Alberto Papafava, Giovanni Sacchetto, Fausto Zonaro e una non meglio identificata “signorina Turner di Firenze”. All’inaugurazione, presenti le autorità, parlano il presidente dell’Ospizio Marino Napoleone D’Ancona e il sindaco Giacomo Levi Civita. La loggia prospiciente il Prato della Valle è trasformata in galleria artistica con vetrate e pareti in legno e alla sera rimane illuminata per gli eventi d’intrattenimento.
L’affluenza è alta e alla Mostra, come al Bazar, si concludono numerosi acquisti: a Carlo Zen lo Studio di testa di Tommasi; a Valerio Brocchi un paesaggio a pastello dello stesso; a Carlo Maluta la Copia di un particolare di battaglia del Borgognone di Alberti; a Adolfo Callegari e a Carlo Zen la Caricatura del D’Annunzio di Brocchi; a Maria Pezzè Pascolato un Calamaio serpenti di Brocchi; a Stefania Omboni la Copia della Madonna col Bambino di Giovanni da Pisa di Brocchi; alla Banca Cooperativa Popolare Piazza delle Erbe e Dal Brusasorci di Alberti; al marchese Manzoni Studio di natura morta di “Pisani”; allo stesso Manzoni, al generale Re e ad altri alcune terrecotte di Brocchi.
10 GIUGNO – 5 LUGLIO 1908
Padova, Palazzo dell’Orologio (Piazza Unità d’Italia, ora Piazza dei Signori) Sede del Circolo Filarmonico Artistico
ENTE PROMOTORE:
Circolo Filarmonico Artistico, presidente Viterbi Giuseppe. Commissione organizzatrice: Modin Primo con Manzoni Giacomo, Brentan Andrea, Tommasi Giuliano, Grinzato Antonio, Sanavio Augusto.
ESPOSITORI DAL CATALOGO:
Alberti Eleonora; Baroni Ettore; Baroni Gio Batta; Brentan Andrea; Brocchi Valerio; Brombin Pietro; Brunello Luigi; Cagnato Cecilia; Canella Ernesta; Canella Giuseppe; Canella Renzo; Cavaglieri Mario; Garbi Boschi Pia; Granziero Attilio; Grinzato Antonio; Manzoni Giacomo; Maretto Luigi; Massarotto Giuseppe; Novelli Pietro; Pajetta Pietro; Papafava Luigi; Pellarin Giuseppe; Penello Antonio; Puozzo Bruno; Ramazzotti Serafino; Rossini Giuseppe; Salce Augusto; Sanavio & Bianchi; Sanavio Augusto; Scanferla Alba; Tommasi Giuliano; Valerio Alessio; Vianello Giovanni.
DAI QUOTIDIANI:
Busetto Nino; Marani Francesco.
Dal 10 giugno al 5 luglio 1908 si tiene la Mostra d’Arte nel Palazzo dell’Orologio in Piazza Unità d’Italia, sede del Circolo Filarmonico Artistico. L’iniziativa spetta a un gruppo di padovani che si accorda con la direzione del sodalizio presieduto da Giuseppe Viterbi per un’esposizione a scopo di vendita. A tale fine viene costituito un fondo per gli acquisti da parte del Municipio e di altri enti, e si stabilisce la gratuità dell’ingresso; l’acquisto del catalogo, numerato, consente la partecipazione al sorteggio delle opere. La mostra è allestita da una commissione formata da Primo Modin, Giacomo Manzoni, Andrea Brentan, Giuliano Tommasi, Antonio Grinzato e Augusto Sanavio. Partecipano alla mostra trentatré artisti, dilettanti compresi, e altri due si desumono dai quotidiani. I lavori di pittura, scultura e arte applicata sono più di centosettanta, ordinati nel salone e nella sala “gialla” del Circolo. Renzo Canella e Serafino Ramazzotti presentano sia dipinti che sculture.
L’inaugurazione avviene senza formalità particolari, benché presenzino autorità e parecchi espositori. Ottimo è l’afflusso del pubblico alle sale e il numero delle vendite effettuate, mai così alto nelle esposizioni precedenti: a Bona Benvenisti Viterbi Il Brenta di Tommasi e Papaveri doppi di Puozzo; a Emilia Benvenisti Testina di Cavaglieri; al tenente colonnello Bazzoli Busto di bimba di Brocchi; a Vittorio Foà Busto galvanizzato di Sanavio e Bianchi; a Vittorio Fiorazzo Natura morta di Manzoni e Superbetta di Puozzo; a Bernardo Macola Frutta di Manzoni; a Luigi Salmin Garofano di Garbi Boschi; a Enrico Malanotti Clairette di Puozzo; a Emilia Benvenisti I nostri monti di Vianello; a Giovanni Pospisil Fiori di Manzoni; al sindaco Levi Civita terracotta di Brocchi e La popolana di Manzoni; a Mary Martello Maluta Padova che se ne va di Alberti e Il frate portinaio di Puozzo; a Gino Cittadella Vigodarzere Il profilo e Addormentata di Puozzo; alla Banca Cooperativa Popolare Romano d’Ezzelino di Manzoni e Sulle nubi di Papafava; a Guido Ceconi due Impressioni dal vero di Manzoni e altre due a Giovanni Pospisil; alla contessa Calvi Giusti disegno bianconero di Puozzo; a Giulio Giusti disegno a penna di Puozzo; a Federico Faelli Dal mercato di Massarotto e pannello decorativo di Salce; a Romeo Mion paesaggio di Giuseppe Canella; a Carlo Bizzarini Via Montanara di Manzoni; a Giuseppe Norsa Impressione di Ettore Baroni, Mite settembre di Brentan, Le frutta di Manzoni e Rosolacci di Puozzo; a Giovanni Battista Manzoni Lago di Varese di Alberti; a Maurizio Wollemborg Ritratto di vecchio di Ramazzotti e Un artista di Alberti; ad Amalia Donati un disegno a penna di Puozzo; a Emilio Viterbi Il Boschetto di Puozzo; a Maria Papafava Impressioni di Ettore Baroni; a Amedeo Corinaldi Ciociaro di Puozzo; a quest’ultimo, a Maurizio Wollemborg, a Emilio Viterbi, a Guido Ceconi, ai conti Corinaldi, a Giulio Giusti, a Ernesta Da Zara e ad altri le terrecotte di Brocchi.
Terminata la mostra, alcuni artisti donano al presidente Viterbi un grande vaso di terracotta bronzata della manifattura Brocchi, a nome di tutti gli espositori, per ringraziarlo dell’ospitalità. Giuseppe e Renzo Canella, Augusto e Ferruccio Sanavio, Carlo Bianchi, Alessio Valerio e Antonio Penello, non consultati preventivamente, criticano sui quotidiani la scelta di quell’oggetto, precisando di non avere nulla né contro Brocchi né contro il benemerito presidente. A loro risponde il pittore Puozzo, che evidenzia come la polemica, considerata l’unanime riconoscenza verso Viterbi, si riduce in fondo a una critica del vaso, deplorevole perché lavoro di un collega. La stampa cittadina, intervenuta per smorzare la polomica, sottolinea a propria volta l’inopportunità di svolgere dei rilievi in modo pubblico e invita la categoria a una maggiore concordia.
La commissione incaricata di effettuare gli acquisti con i fondi ricevuti dagli enti sostenitori, formata da Giuseppe Veronese, Andrea Moschetti e Antonio Monterumici (poi sostituito da Giuseppe Viterbi) sceglie un Disegno a pastello di Salce; Tempo triste di Valerio; Lavoratore della terra di Vianello; Virgo Caecilia di Renzo Canella; Colpo di Luna di Novelli; e Idillio, posacarte di Augusto Sanavio. La presidenza del Circolo, poi, compra con altri fondi uno studio di testa dello scultore Penello, Verso sera di Tommasi, Gli amici di Lisetta di Grinzato, e mette in palio fra i possessori del catalogo questi due quadri, che vanno a Giacomo Girardi e a Giulia Volner. Da ultimo, Giuseppe Veronese acquista due disegni a penna di Puozzo e Sera sul Bacchiglione di Vianello. Il Circolo Filarmonico Artistico consegna al pittore Primo Modin una targhetta d’oro per le cure profuse nell’allestimento della riuscitissima mostra, le cui vendite hanno raggiunto la cospicua somma di 4.650 lire fra enti sostenitori e privati cittadini.
29 MAGGIO – 21 GIUGNO 1909
Padova, Ex Giardino Pacchierotti (Prato della Valle)
ENTE PROMOTORE:
Artisti del Circolo Filarmonico Artistico e Comitato organizzatore.
ESPOSITORI INDISPOSIZIONE:
Alberti Eleonora, Grinzato Antonio, Manzoni Giacomo, Maretto, Puozzo Bruno, Tommasi Giuliano, Vianello Giovanni.
ESPOSITORI BOZZETTI:
Alberti Eleonora; Aschieri; Brombin; Canella Giuseppe; Canella Renzo; Fiorentino Rosina; Girardi Vianello Sofia; Grinzato Antonio; Malfatti sig.na; Manzoni Giacomo; Puozzo Bruno; Vianello Giovanni.
L’Indisposizione artistica e Mostra bozzetti è organizzata dal 29 maggio al 21 giugno 1909 nell’ex Giardino Pacchierotti in Prato della Valle. A promuoverla con intento benefico sono un gruppo di artisti padovani, impietositi dalle vicende drammatiche del terremoto di Messina (28 dicembre 1908), i quali già a fine gennaio si accordano con il Circolo Filarmonico Artistico per ottenere in uso gli ambienti della sede sociale. L’evento viene tuttavia rimandato ed è ripreso solo a fine aprile per venire in soccorso delle pie opere cittadine, penalizzate proprio da quella concorrente emergenza nella consueta raccolta delle offerte necessarie al loro sostentamento. La Società Padovana “Francesco Petrarca” offre la propria disponibilità e accoglie la rassegna – unica mostra umoristica del periodo 1890-1915 – nel vecchio Giardino Pacchierotti, insieme ad altri eventi. Non viene stampato il catalogo, ma apprendiamo dai quotidiani che partecipano sette artisti all’Indisposizione (se ne indicano le opere) e dodici alla Mostra bozzetti. I trentasei lavori della mostra umoristica sono donati dagli autori al comitato organizzatore e vengono tutti aggiudicati al migliore offerente. La pittrice Eleonora Alberti realizza la cartolina commemorativa che rappresenta una veduta di quel parco col laghetto. Buoni sono l’afflusso del pubblico e le vendite nonostante l’ingresso a pagamento, il tempo incostante e il concorrere della Mostra Sociale d’Arte presso il Circolo Filarmonico Artistico.
12 GIUGNO – 18 LUGLIO 1909
Padova, Palazzo dell’Orologio (Piazza Unità d’Italia, ora Piazza dei Signori) Sede del Circolo Filarmonico Artistico
ENTE PROMOTORE:
Circolo Filarmonico Artistico.
ESPOSITORI DAL CATALOGO:
Baroni Ettore; Brentan Andrea; Brocchi Valerio; Busetto Nino; Canella Renzo; Grinzato Antonio; Manzoni Giacomo; Orefice Emma; Puozzo Bruno; Tommasi Giuliano; Valerio Alessio; Vianello Giovanni.
La Mostra Sociale d’Arte del Circolo Filarmonico Artistico si tiene dal 12 giugno al 18 luglio 1909 a Palazzo dell’Orologio in Piazza Unità d’Italia. L’iniziativa spetta a dodici soci artisti – altri soci artisti invece non aderiscono – che sono indicati in catalogo con i centosedici lavori presentati. L’acquisto della pubblicazione dà diritto a partecipare all’estrazione di un’opera esposta. La mostra si apre due settimane dopo quella del Giardino Pacchierotti ed è annunciata da un manifesto artistico (purtroppo non rinvenuto). L’ingresso è libero e tuttavia l’afflusso di visitatori è inizialmente scarso. Poche le vendite: a Beniamino Bianchi Giornata estiva e Varo della corazzata di Puozzo; ad altri ignoti compratori i dipinti Dopo cena, In attesa e Erbaggi di Manzoni, Quando cadon le ombre di Tommasi e Settembre dorato di Puozzo. Il possessore del catalogo numero 50 si aggiudica il dipinto Mattino in montagna di Renzo Canella.
1909 (RINVIATA!)
Padova, Piazza Unità d’Italia (ora Piazza dei Signori)
ENTE PROMOTORE:
Comitato locale della “Dante Alighieri”.
ESPOSITORI ARTISTI:
Augusti Guerrino; Brunelli Bonetti Antonio; Ippoliti Sbroiavacca Maria; Levi Giuseppe, Trieste; Luscor (Luxoro), Genova; Manzoni Giacomo; Sanavio Augusto; Tommasi Giuliano; Vianello Giovanni; Zanelli Angelo; Zonaro Fausto.
ESPOSITORI LETTERATI:
Aganoor Pompilj Vittoria; Aleardi Aleardo; Boito Arrigo; Fogazzaro Antonio; Giulio Orsini (Domenico Gnoli); Mazzoni Guido; Perosi Lorenzo; Pezzè Pascolato Maria; Ricci Corrado; Rosa Gabriele.
26 MARZO – (9 APRILE?) 1910
Padova, Palazzo dell’Orologio (Piazza Unità d’Italia, ora Piazza dei Signori) Sede del Circolo Filarmonico Artistico
OPERE ESPOSTE:
Papafava Luigi: una decina di dipinti a olio.
La mostra retrospettiva in ricordo di Luigi Papafava, scomparso il 13 agosto 1908, è approntata in una sala del Circolo Filarmonico Artistico nel Palazzo dell’Orologio e resta aperta per due settimane a partire dal 26 marzo 1910. Lo scopo della piccola rassegna, che presenta una decina di quadri a olio, tutti acquistabili, è quello di raccogliere fondi a favore di una “persona carissima all’estinto”. L’accesso ai locali è libero anche per i non soci.
16 APRILE – 18 LUGLIO 1910 (VERNISSAGE: 15 APRILE)
Pontevigodarzere, Padiglioni in via Pontevigodarzere
ENTE PROMOTORE:
Comitato per l’Esposizione di Pontevigodarzere, presidente Fiorazzo Antonio. Commissione ordinatrice della Mostra d’Arte: presidente Brocchi Valerio; membri Casanova Achille, Manzoni Giacomo poi sostituito da Pajetta Pietro, Sanavio Augusto.
ELENCO ESPOSITORI DAL QUOTIDIANO “IL VENETO”, 17 E 18 APRILE 1910:
Alberti Eleonora; Balbi Valier Alberigo; Baroni Ettore; Bolasco Steno; Brentan Andrea Nicolò; Brocchi Valerio; Broggini Romano; Brombin Pietro; Brustolon Valentino; Canella Giuseppe; Canella Renzo; Cappello Gina; Cavaglieri Mario; Ceccon Luigi; Da Molin Oreste; Da Molin Sartori Nerina; Da Zara Bianca; Dal Prà Amleto; Di Prampero Cecilio; Fiorentino Rosina; Garbi Boschi Pia; Garbi Scabia sig.ra; Girardi Vianello Sofia; Gozzi Anita; Grinzato Antonio; Malfatti L. (Luisa?) sig.na; Duse Morosini Carlotta; Orefice Emma; Pajetta Pietro; Panebianco Romano Giuseppina; Puozzo Bruno; Ramazzotti Serafino; Salce Augusto; Sanavio Augusto; Smizzer Remigio; Suriani Soriano; Tommasi Giuliano; Valeri Ugo; Valerio Alessio; Vascon Gino; Vianello Giovanni.
ESPOSITORI TRATTI DA ALTRI GIORNALI:
Brunello Luigi; Cagnato Cecilia; Caneva G.; Contarello Giuseppe; Crudo Ettore; Maluta Rina; Mazzucato Benvenuto; Morato Giulio; Munaro Toraldo; Papafava (Alberto?); Penello Antonio; Soranzo Giovanni.
La Mostra d’Arte allestita all’interno dell’Esposizione Agricola Industriale di Pontevigodarzere registra il vernissage il giorno 15 aprile 1910 e rimane aperta fino al 18 luglio. L’idea di una grande rassegna non solo artistica nasce l’anno prima, il 20 aprile 1909, all’interno dell’Eden a Pontevigodarzere, quando viene approvato lo statuto e sono nominati sia i membri della direzione generale (presidente Antonio Fiorazzo, vicepresidenti Emilio Oblach e Antonio Travaglia, segretario generale Marco Toderini) sia quelli delle sezioni industriale e agricola, e dei comitati di festeggiamento e di sorveglianza. L’incarico di organizzare una mostra d’arte pura, riservata ai padovani di città e provincia, è invece affidato personalmente a Valerio Brocchi, il quale diffonde nel gennaio 1910 una circolare per chiamare a raccolta i colleghi, annunciando loro di voler disporre pure due esposizioni individuali di lavori di Oreste Da Molin e di Fausto Zonaro. Il pittore Giacomo Manzoni, attraverso un quotidiano, si dichiara sorpreso per la mancata considerazione del Circolo Filarmonico Artistico e critica l’idea delle mostre personali, che reputa indelicate verso gli altri e una scimmiottatura della Biennale di Venezia. La polemica è smorzata subito dalla stampa, la quale auspica maggiore concordia, e da Brocchi stesso, che fissa una riunione di artisti al Circolo, chiarendo sulle “personali” di aver unicamente pensato di omaggiare il ritorno di Zonaro in Italia e il “disdegnoso” Da Molin fisso a Piove di Sacco, due padovani che “contano ormai nell’arte un nome illustre”. Alla riunione, presenti molti artisti (Brocchi, Manzoni, Brentan, Brustolon, Tommasi, Brombin, Puozzo, Cavaglieri, Cecchetto, Augusto Sanavio, Baroni, Fortuna, Scappato, Vianello, Penello, Grinzato, Gozzi e Alberti), si appianano i contrasti e si elegge una commissione ordinatrice nelle persone di Brocchi presidente, Sanavio e Manzoni (poi sostituito da Pajetta) membri, ai quali si aggiunge in seguito Achille Casanova. Qualche giorno prima dell’apertura, Brocchi richiama l’illustre passato artistico di Padova in una lettera pubblicata su “Il Giornale della Esposizione di Pontevigodarzere” – unico periodico dedicato a una mostra cittadina del periodo 1890-1915 – e invita tutti a sostenere gli artisti, di cui non ci si accorge se non quando altre città ce li offrono svelati, aprendo “un poco anche la borsa”.
La mostra è riservata a pitture, sculture, disegni e incisioni non rifiutate per immoralità o deficienza artistica dalla commissione ordinatrice. Non viene stampato un catalogo, ma su “Il Veneto” appare in due parti l’elenco dei quarantuno espositori con le duecentoquindici opere, a cui vanno aggiunti i dodici nomi tratti dagli articoli dei quotidiani. Sono presenti molti giovani artisti e inviano dipinti anche Nerina Da Molin e suo padre Oreste, che occupa con i suoi lavori gran parte di una delle quattro sale della mostra, ma non tutta. Non partecipa, invece, Fausto Zonaro. Fra le sculture si distingue Lucifero, statua in gesso alta due metri eseguita da Augusto Sanavio, mentre la figura Il fonditore di Brocchi, in ghisa, si aggiunge solo a mostra inoltrata.
Il soggetto allegorico che appare nel cartellone ufficiale dell’evento, ripreso nella cartolina illustrata e negli erinnofili, è eseguito dal pittore Giuseppe Cecchetto e viene stampato dallo stabilimento Passero di Udine-Monfalcone. Si realizzano comunque diverse cartoline commemorative: in una, firmata “BR” ed edita da Minotti, appaiono le allegorie dell’Industria e dell’Agricoltura con i padiglioni dell’Esposizione sullo sfondo; un’altra simile, ma a penna, è di Pietro Marco Brombin; un’altra ancora, mista a fotografia, è lavoro di Drog (Cesare?) stampato dal padovano Miotello; e infine l’ultima cartolina nota, edita da Mattiozzi, mostra l’allegoria dell’Agricoltura tra i padiglioni di via Pontevigodarzere.
Il giorno dopo il vernissage – l’unico di cui si ha notizia in questo venticinquennio – ha luogo l’inaugurazione ufficiale in presenza delle autorità. I visitatori della rassegna sono numerosi e vengono acquistate alcune opere, sul prezzo delle quali l’ufficio vendite trattiene il decimo: il signor Finzi di Torino e il dottor Ganzetti comprano L’idillio, piccolo gruppo in bronzo di Sanavio; ad altri (a noi ignoti) vanno lavori di Pajetta, di Puozzo e di Gozzi. La Mostra d’Arte non ripaga le aspettative dal punto di vista economico e – secondo il severo e iniquo giudizio dei contemporanei – le disattende anche in riferimento alla quantità e alla qualità dei lavori presentati. Nel complesso, l’intera Esposizione Agricola Industriale di Pontevigodarzere chiude in perdita.
1 – 15 DICEMBRE 1910 (RINVIATA!)
Padova, Palazzo Mion (Corso Garibaldi)
ENTE PROMOTORE:
Comitato locale della “Dante Alighieri”.
ELENCO ESPOSITORI:
Alberti Eleonora; Bistolfi Leonardo; Blaas Lulo; Brentan Andrea Nicolò; Brocchi Valerio; Brunelli Bonetti Antonio; Busetto Nino; Callegari Adolfo; Cappello Gina; Casalini Ruspoli co.sa; Cavaglieri Mario; Digmann (Dingemans), incisore; Ellero G.; Ferruzzi Mariska; Ferruzzi Roberto; Giusti Giulio; Grinzato Antonio; Ippoliti Maria; Levi Giuseppe, Trieste; Lonza Nidia; Lorenzetti Carlo; Maluta Rina; Manzoni Giacomo; Mucchi Anton Maria; Nono Luigi; Nono Maria; Norsa Irma; Pajetta Pietro; Pavan Gio Batta; Penello Antonio; Pescetto Felicina; Pizzarello Ugo; Portalupi Paula; Puozzo Bruno; Ramazzotti Serafino; Rizzi A. (Amelia?); Sanavio Augusto; Savardo D. (Dino?); Tommasi Giuliano; Vianello Giovanni; Zanelli Angelo; Zorzi Giovannina.
7 – 14 MAGGIO 1911
Padova, Loggia della Gran Guardia
ENTE PROMOTORE:
Comitato locale della “Dante Alighieri”, presidente Paolo Camerini. Comitato ordinatore della Mostra: presidente Suman Camillo.
ESPOSITORI CITATI NEL CATALOGO:
Adami Giuseppe; Aganoor Pompilj Vittoria; Agostini Costante; Airaghi C.; Alberti Eleonora; Aleardi Aleardo; Alfani Augusto; Alfani Guido; Alfano Franco; Anile Antonino; Antona Traversi Giannino; Ardigò Roberto; Augusti Guerrino; Baccelli Alfredo; Bacci Orazio; Barbarani Berto; Barbiera Raffaello; Baroni Ettore; Barrili A. Giulio; Barzini Luigi; Battelli Angelo; Beffagna Alessandro; Beloch Giulio; Beltrami Luca; Benelli Sem; Benini Ferruccio; Bertani Agostino; Bertolla G.; Bevilacqua G.; Bezzi Egisto; Biondi; Bisi Gio. Batta; Bistolfi Leonardo; Blaas Lulo; Blaserna Pietro; Boito Arrigo; Bonduan Pasquale; Bonomelli Geremia; Borgatti G.; Boselli Paolo; Bossi Enrico; Bozzola Candido; Bracco Roberto; Brentan Andrea; Brocchi Valerio; Brombin Pietro; Brunelli Bonetti Antonio; Brunialti Attilio; Busetto Nico [Nino]; Butti E.A.; Cadorin Guido; Cagni Umberto; Calandra Davide; Calderara Mario; Callegari Adolfo; Calza Bice; Cambon Dord. M.; Canzio Stefano; Cappello Gina; Carini Giuseppe; Cariolato Domenico; Caruso Enrico; Casalini R.; Castelnuovo Enrico; Cavaglieri Mario; Cecconi E.; Celoria Giovanni; Cesareo G.A.; Cherubini Giuseppe; Ciamician Giacomo; Cian Vittorio; Cilea Francesco; Civinini Guelfo; Colajanni Napoleone; Colombo Donato; Combes Emilio; Corcos Vittorio; Corelli Augusto; Corradini Enrico; Costa Mario; Credaro Luigi; Croce Benedetto; Cruciani Gio. Batta; D’Ancona Alessandro; D’Andria Carafa duc.sa; D’Andria Carafa R. duca; D’Annunzio Gabriele; Da Molin Oreste; Da Parma Ildebrando; Dall’Oca Bianca Angelo; Dalla Vedova Giuseppe; De Benedetti Augusto; De Candia Leonardo; De Giovanni Achille; De Gubernatis Angelo; De Lagrange Leone; De Luca Giuseppe; De Martini Valentino; De Sanctis Alfredo; Del Lungo Isidoro; Del Puppo Giovanni; Delpech A.; Di Giacomo Salvatore; Di Rudinì Antonio; Dingemans; Donati Angelo; Dreyfus Alfredo; Efimow; Ellero G.; Fadda Carlo; Fambri Paulo; Farina Salvatore; Ferrari Rodolfo; Ferriani Lino; Ferruzzi Mariska; Ferruzzi Roberto; Filippini Ettore; Fiorentini Pietro; Foà Pio; Fogazzaro Antonio; Fornaciari Raffaello; Fragiacomo Antonietta; Fuà Fusinato Erminia; Gabba C.F.; Gabotto Ferdinando; Galante F.; Gallarati Scotti Tomaso; Garibaldi Menotti; Gasparini Gio. Batta; Gazzotto Vincenzo; Giacomelli Antonietta; Giacomini Pelopida; Giacosa Pietro; Gioli Francesco; Gioli Luigi; Giordano Umberto; Giulio Orsini (Domenico Gnoli); Giusti Giulio; Goldmark Carlo; Golgi Camillo; Graf Arturo; Granucci Giovanni; Grimani; Grinzato Antonio; Guarnieri Antonio; Gusatti Costanza; Hortis Attilio; Horszowski Miecio; Illica Luigi; Ippoliti Sbroiavacca Maria; Jerace Francesco; Jerace Vincenzo; Kügelgen Paolina; Lancerotto Egisto; Landi Angelo; Lehár Franz; Letizia di Savoia; Levi Giuseppe; Linder Giovanni; Lipparini Giuseppe; Lippi Giuseppe; Lojacono Francesco; Longoni Baldassare; Lonza A.; Lonza Nidia; Lopez Sabatino; Lorenzetti Carlo; Lorenzo Stecchetti (Olindo Guerrini); Loria Achille; Luxoro A.; Luzio Alessandro; Mainardi Ennio; Maluta Rina; Manni G.; Mantovani Dino; Manzoni Giacomo; Maraini A.; Marchetti Giuseppe; Marinetti Filippo Tommaso; Mariotti Mario; Marradi Giovanni; Marussig Guido; Mascagni Pietro; Mayer Giovanni; Mazzini Giuseppe; Mazzoni Guido; Mercalli Giuseppe; Michetti Francesco Paolo; Mirabelli Roberto; Moizzi Antonietta; Molmenti Pompeo Gherardo; Moneta Ernesto Teodoro; Monis Silvia; Monteverde Giulio; Morgante Alfonso; Moschino Ettore; Mucchi Anton Maria; Munaro Toraldo; Musatti Cesare; Nathan Ernesto; Negri Ada; Neve Antonio; Nono Luigi; Nono Maria; Norsa Padoa Irma; Novati Francesco; Novelli Ermete; Nurisio Saverio; Ojetti Ugo; Orefice Emma; Orvieto Angiolo; Ottolini Pietro; Oxilia Andrea Felice; Pais Ettore; Pajetta Pietro; Pardo Vito; Pascal Carlo; Pascarella Cesare; Pascoli Giovanni; Pastega Luigi; Pastonchi Francesco; Pastro Luigi; Paternò Emanuele; Pavan Gio. Batta; Penello Antonio; Pennacchini; Perosi Lorenzo; Pescetto Felicina; Pesenti Domenico; Petrucci C.A.; Pezzè Pascolato Maria; Pitteri Riccardo; Pizzarello Ugo; Pollini Cesare; Portalupi Paula; Preda Paolo; Preite Carmelo; Prencepe V.; Puccini Giacomo; Pullè Fr. Luigi; Pullè Leopoldo; Puozzo Bruno; Quartetto Triestino; Raicevich Giovanni ed Emilio; Raicevich Giovanni; Rajna Pio; Ramazzotti Serafino; Rapisardi Mario; Rasi Luigi; Ravanello Oreste; Raymondi Raimondo; Regina di Luanto; Renier Rodolfo; Ribot A.; Ribustini Ulisse; Ricci Corrado; Righi Augusto; Rizzi A.; Rizzo Giovanni; Romiti Gino; Rosa Gabriele; Rougier Enrico; Salvatori Fausto; Salvemini Gaetano; Salvini Gustavo; Samara Spiro; Sammarco G. Mario; Sanarelli Giuseppe; Sanavio Augusto; Sartorelli Carlo; Sartorelli Francesco; Sartorelli Luigi; Sartorio Aristide; Savardo D.; Savorgnani Giuseppe; Scapin Ernesto Vittorio; Schiaparelli Giovanni; Scodnik Melany Irma; Scomparini Eugenio; Semeria P.; Serafin Tullio; Serato Arrigo; Sergi Giuseppe; Sgambati Giovanni; Sibilla Aleramo (Marta Felicina Faccio); Sichel G.; Simoni Renato; Società Altinea (G. Foglia); Soranzo Antonio; Sormè Giovanni; Stracciari Riccardo; Strauss Riccardo; Strolin Ettore; Tagliapietra Ada; Tèrèsah; Testoni Alfredo; Tomba C.; Tommasi Giuliano; Torraca Francesco; Toscanini Arturo; Trombetti Alfredo; Tua Teresina; Turola Margherita; Umano; Vianello Giovanni; Villari Luigi Antonio; Villari Nono Maria; Villari Pasquale; Vizzotto Enrico; Zambaldi Silvio; Zamboni Filippo; Zanella Amilcare; Zanelli Angelo; Zolli Giuseppe; Zonaro Fausto; Zoppellari Mario; Zorzi Giovannina.
La Mostra d’Arte e d’Autografi a beneficio della Società Nazionale “Dante Alighieri” si tiene dal 7 al 14 maggio 1911 nella Loggia della Gran Guardia. L’intento del comitato locale che la promuove, presieduto da Paolo Camerini, è quello di sostenere i nobili scopi dell’istituzione patriottica. L’evento ha una gestazione molto lunga, perché è approntato dapprima all’inizio dell’autunno 1909, quando i quotidiani informano che è stato raccolto un primo nucleo di opere d’arte e di autografi (l’elenco comprende solo i nomi) e si esortano i sostenitori a inviare ulteriori oggetti all’ufficio del comitato locale in Piazza Unità d’Italia. La rassegna, tuttavia, viene rinviata e se ne riparla l’anno successivo, quando si concretizza la possibilità di tenerla aperta nella prima quindicina di dicembre in tre locali terreni di Palazzo Mion, in Corso Garibaldi, gentilmente concessi dai proprietari. L’elenco degli espositori si è nel frattempo allungato e dagli iniziali ventuno nomi fra artisti e letterati se ne contano ormai il doppio di soli artisti. Gli articoli dei giornali cittadini indicano ora anche i titoli delle pitture e delle sculture inviate al comitato, tra le quali si segnalano i lavori di Leonardo Bistolfi e di Angelo Zanelli (fresco vincitore del concorso per la decorazione scultorea dell’Altare della Patria a Roma). La mostra, tuttavia, viene rimandata nuovamente per non pregiudicare gli introiti di una concomitante pesca di beneficenza a favore dell’Istituto per l’Infanzia Abbandonata.
Si arriva così al terzo tentativo, che va a buon fine nel maggio 1911 alla Gran Guardia. Dal catalogo si apprende che partecipano circa 320 espositori con 418 oggetti fra sculture, pitture, fotografie, cartoline dipinte e autografi. Sono presenti non solo i cittadini, ma anche moltissimi Italiani celebri, come D’Annunzio, Marinetti, Ojetti, Ada Negri, Sibilla Aleramo, Pascarella, Mascagni, Perosi, Puccini, Toscanini, e qualche oggetto è appartenuto a persone ormai scomparse: Di Rudinì, Mazzini, Fogazzaro, Gazzotto e Pajetta. Vi sono lavori artistici di Blaas, Cadorin, Cherubini, Corcos, Dall’Oca Bianca, Ferruzzi, Fragiacomo, Longoni, Marussig, Michetti, Monteverde, Nono, Novati, Sartorelli, Sartorio, Vizzotto, oltre ai già ricordati Bistolfi e Zanelli, e di parecchi “padovani”: Alberti, Baroni, Brentan, Brocchi, Brombin, Brunelli Bonetti, Callegari, Cavaglieri, Da Molin, Giusti, Grinzato, Maluta, Manzoni, Orefice, Penello, Puozzo, Ramazzotti, Rizzo, Sanavio, Soranzo, Tommasi, Vianello e Zonaro.
L’inaugurazione avviene con un breve discorso patriottico di Paolo Camerini in presenza delle autorità. La sezione locale della “Dante Alighieri” e l’apposito comitato organizzatore presieduto da Camillo Suman affiancano alla mostra una conferenza sulla rassegna, tenuta dal critico d’arte Filippo Sacchi (che omaggia Pajetta appena scomparso). Ciro Trabalza, in altra occasione, legge versi della giovane poetessa Milly Dandolo e da ultimo viene dato un concerto di inni patriottici poco conosciuti con Luigi Torri e i maestri Pollini e Orefice. Tutti gli oggetti vengono assegnati ai migliori offerenti e quelli invenduti sono sorteggiati tra coloro che acquistano il biglietto a prezzo doppio (50 centesimi invece di 25). Gli incassi, a dispetto del tempo piovoso che ne condiziona l’afflusso, sono soddisfacenti.
26 MAGGIO – 23 GIUGNO 1912
Padova, Palazzo dell’Orologio (Piazza Unità d’Italia, ora Piazza dei Signori) Sede del Circolo Filarmonico Artistico
ENTE PROMOTORE:
Circolo Filarmonico Artistico, presidente Michele Maluta, su iniziativa di alcuni artisti. Ordinatori: Coletti Dino, Modin Primo, Pospisil Giovanni.
OPERE ESPOSTE DA CATALOGO:
Pajetta Pietro; Valeri Ugo.
L’esposizione commemorativa delle opere dei pittori Pietro Pajetta e Ugo Valeri ha luogo dal 26 maggio al 23 giugno 1912 nelle sale di Palazzo dell’Orologio in Piazza Unità d’Italia, sede del Circolo Filarmonico Artistico. L’iniziativa spetta ad alcuni artisti padovani che propongono di organizzare al Circolo una mostra su Valeri già all’indomani della sua tragica scomparsa (27 febbraio 1911). La morte di Pajetta, avvenuta poco tempo dopo (10 aprile 1911), suggerisce di unirli nel ricordo nonostante i diversi temperamenti artistici. Al Circolo, tuttavia, non regna l’armonia e il presidente Giuseppe Viterbi si vede costretto a presentare le dimissioni a causa delle polemiche insorte fra soci sull’opportunità di utilizzare il grande salone della sede sociale per il pattinaggio. Solamente a dicembre viene superata la crisi e si elegge Michele Maluta come nuovo presidente. Si riprende anche l’idea dell’esposizione commemorativa Pajetta – Valeri e una circolare diffusa nell’aprile 1912 invita i proprietari a prestare le opere possedute, offrendo la possibilità di metterle eventualmente in vendita. Per gestire l’allestimento viene formata una commissione ordinatrice composta da Primo Modin, Dino Coletti e Giovanni Pospisil. Tra le altre, arrivano opere di Pajetta da Vittorio Veneto, luogo in cui se ne conservano diverse, e di Valeri giunge da Firenze la serie di caricature di proprietà di Luigi Rasi. La mostra occupa tre ambienti, due sono riservati a Pajetta e uno a Valeri. In catalogo compaiono brevi scritti sui pittori scomparsi (di Achille De Carlo quello su Valeri) e i titoli di centoquattro opere di Pajetta e ottantanove di Valeri. La cerimonia inaugurale avviene in presenza di poche autorità con discorso di De Carlo, che rammenta i due artisti e legge una toccante lettera inviata dalla madre di Valeri. Poi gli intervenuti accedono alle sale, affollandole. La frequenza del pubblico scema, invece, nei giorni seguenti. Nei quotidiani consultati non si rinvengono notizie relative agli acquisti.
2 – ? (POST 19) GIUGNO 1912
Padova, Loggia della Gran Guardia
PROMOTORI:
Canella Renzo, Baroni Ettore, Puozzo Bruno, Vianello Giovanni, (Tommasi Giuliano?).
ESPOSITORI DAI QUOTIDIANI:
Alberti Eleonora; Bacchetti Giuseppe; Baroni Ettore; Bellotto Eugenio; Brombin Pietro; Brunello Luigi; Callegari Adolfo; Canella Renzo; Cappello Gina; Chareun Raoul (Primo Sinopico); Dal Prà Amleto; Dandolo Giovanni; Gozzi Casarotto Anita; Grinzato Antonio; Manzoni Giacomo; Modin Primo; Novelli Pietro; Orefice Emma; Puozzo Bruno; Ramazzotti Serafino; Tommasi Giuliano; Valerio A. (Antonio); Vianello Giovanni.
ALLIEVI DELLA SCUOLA SELVATICO:
Chiesa (Guido); De Lorenzi (Ermenegildo); Erenio (Ereno Erennio); Menin (Mario); Molena G. (Guido).
Si accenna all’esistenza di un catalogo (non rintracciato).
In concomitanza con la mostra Pajetta – Valeri al Circolo Filarmonico Artistico viene allestita nella vicina Loggia della Gran Guardia un’esposizione d’arte a parziale beneficio della Società “Dante Alighieri”. A promuovere la rassegna che dura per circa tre settimane a partire dal 2 giugno 1912 sono gli artisti padovani Renzo Canella, Ettore Baroni, Bruno Puozzo e Giovanni Vianello, mentre solamente il giornale “La Libertà” ricorda tra loro il pittore Giuliano Tommasi. Tutti e cinque, invece, risultano fra i ventitré partecipanti che espongono nella Loggia, dove si apprezzano anche i saggi degli allievi della Scuola di disegno “Pietro Selvatico”. Il numero degli artisti, in prevalenza giovani, è desunto dalla stampa locale, che richiama l’esistenza di un catalogo (purtroppo non rinvenuto). Si vedono per la prima volta alle rassegne padovane i lavori di Giovanni Dandolo, dell’illustratore Primo Sinopico (Raoul Chareun) e dei nuovi maestri della Scuola “Selvatico” Eugenio Bellotto e Giuseppe Bacchetti. Lo scultore Pietro Novelli, che non figura nel catalogo perché ritardatario, offre uno dei suoi bozzetti in terracotta al comitato Pro Profughi da vendere a beneficio degli Italiani espulsi dalla Turchia a causa della guerra. La cartolina commemorativa della mostra è dipinta da Giovanni Vianello.
Vincenzo Crescini, professore di lingue e letterature neolatine all’Università patavina, inaugura l’evento in presenza di numerosi espositori e di alcune autorità, fra cui Andrea Moschetti direttore del Museo Civico. Nel proprio discorso ribadisce che non sussiste alcuna rivalità degli artisti verso altre mostre, come quella Pajetta – Valeri alla cui memoria essi “si inchinano reverenti”, pur volendo anche “far atto di indipendenza da qualsiasi altro sodalizio, intesi a costituire un organismo, che insieme liberamente li consoci”. Si muove così il primo passo verso la futura “Società Promotrice di Belle Arti” che verrà fondata il 4 dicembre 1914. L’esposizione vanta un buon numero di visitatori e i quotidiani riportano la vendita di una natura morta di Manzoni ad Antonio Brunelli Bonetti, di un paesaggio della Orefice al cavalier Diena e del quadro Effetto lunare di Puozzo a Vittorio Fiorazzo.
7 – 30 GIUGNO 1914
Padova, Palazzo dell’Orologio (Piazza Unità d’Italia, ora Piazza dei Signori) Sede del Circolo Filarmonico Artistico
ENTE PROMOTORE:
Circolo Filarmonico Artistico. Comitato ordinatore: Brunello Luigi direttore artistico, Coletti Dino, Pospisil Giovanni, Rizzoli Luigi.
OPERE ESPOSTE DA CATALOGO:
Manzoni Giacomo: 124 opere e una raccolta di ceramiche artistiche.
FOTOGRAFI PROFESSIONISTI:
Fiorentini Pietro; Lunel Aldo.
DILETTANTI:
(Danesin?) Menotti, fuori concorso; Feruglio G.; Formiggini Leone; Ghirardi Geppino; Marese Arturo; Pospisil Francesco; Viterbi Emilio; Zava Silvio.
L’Esposizione commemorativa delle opere del pittore Giacomo Manzoni e la Mostra fotografica provinciale si tengono dal 7 al 30 giugno 1914 nel Palazzo dell’Orologio in Piazza Unità d’Italia, sede del Circolo Filarmonico Artistico. L’iniziativa spetta al sodalizio stesso, che costituisce un comitato ordinatore nelle persone di Luigi Brunello direttore artistico del Circolo, Dino Coletti, Giovanni Pospisil e Luigi Rizzoli. Nel mese di aprile l’attività preparatoria è già in corso e il progetto viene annunciato all’assemblea generale dal presidente Michele Maluta. La mostra è inaugurata alla presenza di diverse autorità, di Andrea Moschetti direttore del Museo Civico, dei familiari dell’estinto e di Luigi Rizzoli, conservatore del Museo Bottacin, che pronuncia un lungo e toccante discorso commemorativo. Il catalogo contiene uno scritto di Luigi Brunello e i titoli dei centoventiquattro lavori, esposti insieme ad alcune terrecotte della Fabbrica Padovana Ceramiche Artistiche fondata da Manzoni nel 1887. Solamente le opere segnate in proprietà della figlia Anna sono in vendita, ma i quotidiani non riportano gli acquisti effettuati. I visitatori sono numerosi.
Nella mostra fotografica provinciale espongono invece sette dilettanti, tutti in qualche modo premiati, e fuori concorso i professionisti Aldo Lunel, Pietro Fiorentini e il giovane Menotti (Danesin?). La giuria è composta da Brunello, Fiorentini e Lunel.
18 – 31 DICEMBRE 1914
Padova, Palazzo Zuckermann (Corso Garibaldi)
PROMOTORI:
sig. Moretto, Vianello Giovanni.
ESPOSITORI:
Alberti Eleonora; Callegari Adolfo; Grinzato Antonio; Penello Antonio; Suman sig.ra; Suppiej (Antonietta?); Vianello Giovanni.
La Bottega d’Arte rimane aperta dal 18 al 31 dicembre 1914 in un negozio di Palazzo Zuckermann sul Corso del Popolo (Corso Garibaldi)45. Il progetto, il cui nome – si ricorda – richiama i tempi in cui le grandi opere uscivano da umili botteghe, spetta al “signor Moretto” e al pittore Giovanni Vianello. Scopo dell’iniziativa privata è quello di esporre e di vendere pitture e sculture degli artisti cittadini partecipanti, sette in tutto, magari per farne un presente in quel periodo festivo. L’ingresso è libero e i prezzi sono esposti sui lavori. L’affluenza è buona e segue qualche acquisto (non specificato). La Bottega d’Arte, chiariscono i quotidiani, non va confusa con il contemporaneo progetto degli artisti padovani riconducibili alla Promotrice per un’esposizione da allestire alla Gran Guardia, prima di una serie di mostre annuali.
15 DICEMBRE 1914 – 15 GENNAIO 1915 (NON TENUTA!)
Padova, Loggia della Gran Guardia
INIZIATIVA:
Società Promotrice rappresentata da Puozzo Bruno e Sanavio Augusto.
L’iniziativa di una mostra d’arte a favore dei disoccupati, da tenersi dal 15 dicembre 1914 al 15 gennaio 1915, spetta agli artisti legati alla Promotrice. Essi, rappresentati dal pittore Bruno Puozzo e dallo scultore Augusto Sanavio, propongono all’amministrazione comunale di allestire una mostra natalizia nella Loggia della Gran Guardia per presentare al pubblico i loro lavori e donare in beneficenza l’eventuale ricavato. L’intenzione è quella di riproporre la rassegna con cadenza annuale. Il sindaco Leopoldo Ferri apprezza le nobili motivazioni dei proponenti, ma ricorda loro che il principale ostacolo all’accoglimento del progetto consiste nel frequente utilizzo del locale per conferenze e per comizi pubblici, assai numerosi proprio in quel difficile momento storico, e così la mostra desiderata dagli artisti viene rinviata a tempi migliori.
GENNAIO 1915 – MAGGIO
Padova, Palazzo Moschini (Ponte delle Torricelle)
OPERE ESPOSTE:
Tommasi Giuliano: quadri di genere, ritratti, paesaggi.
La mostra individuale del pittore Giuliano Tommasi si apre nei primi giorni di gennaio 1915 a Palazzo Moschini, vicino al ponte delle Torricelle. Un commento critico sulla rassegna, scritto dell’amico scultore Valerio Brocchi, informa che è intenzione di Tommasi sostituire gli iniziali quadri di paesaggio prima con ritratti poi con opere d’arte sacra. Rimane aperta almeno fino al maggio successivo.