Circolo Artistico (1890)
POI CIRCOLO FILARMONICO ARTISTICO (1894)
POI CIRCOLO FILARMONICO ARTISTICO (1894)
Estratto da P. Franceschetti, Mostre d'arte a Padova (1890-1915), Padova 2024, pp. 14-17:
Il Circolo Artistico Padovano assume un ruolo di primo piano nell'ideazione e nell'allestimento delle rassegne d'arte degli anni 1890-1915 ed è pertanto utile ripercorrere – per la prima volta – le vicende che portano alla sua costituzione, avvenuta il 10 luglio 1890. Il progetto nasce nel giugno 1888 su impulso di alcuni cittadini: Giuseppe Veronese, professore di geometria analitica all'Università e figlio di un pittore decoratore; Lodovico Brioni, vicesegretario comunale; Giacinto Turazza ed Eugenio Maestri, ingegneri; gli artisti Serafino Ramazzotti, Augusto Caratti, Luigi Ceccon, Antonio Brunelli Bonetti, Giacomo Manzoni e Giuseppe Canella, direttore della Scuola di disegno “Pietro Selvatico”1. Il giorno 8 giugno essi diramano una circolare che invita i padovani a “formar parte del Comitato promotore d'un circolo artistico” che ha per scopo di proteggere “pittura, scultura, architettura ed affini” e di “favorire gl'interessi e la cultura degli artisti provvedendoli d'un locale per l'esposizione dei loro lavori, e di altro locale ad uso di studio fornito del materiale necessario”; fissano poi una successiva riunione nella “Gran Sala della Scuola di Disegno [Sala Carmeli] gentilmente concessa, in via Selciato del Santo, il giorno di sabato 16 corr. alle ore 9 pom.” al fine di costituire il comitato e di nominare una commissione esecutiva che raccolga adesioni e appronti lo statuto2. In questa adunanza presieduta da Brioni si formano il comitato promotore con Gino Cittadella Vigodarzere presidente, Michelangelo Romanin Jacur e Giacinto Turazza vicepresidenti, Giuseppe Canella segretario, e la commissione esecutiva con i suddetti più Ceccon, Caratti, Manzoni e Veronese. Fra gli illustri aderenti al progetto i quotidiani segnalano l'ex sindaco Antonio Tolomei e il giovane possidente Paolo Camerini3.
Il 27 luglio successivo il comitato promotore diffonde una lettera il cui testo rammenta i maestri del passato legati alla città (Giotto, Mantegna, Donatello, Giovanni degli Eremitani) e invita i padovani ad associarsi per costituire un circolo artistico che protegga “la pittura, la scultura, l'architettura, studi e accompagni le connessioni tra arte ed industria nella correlazione coll'arte pura e colla condizione povera de' lavoratori, tragga dal lavoro de' veri artisti la opportunità di rendere visibile l'opera loro, ottenga dal Comune e da altri Corpi morali que' ajuti che sono abituati a dare per ogni cosa buona, e raccolga offerte da soci”. Raggiunto un numero conveniente di adesioni, precisa il comitato, i sottoscrittori saranno convocati per discutere lo statuto e deliberare la costituzione del sodalizio4.
Trascorrono circa due anni, durante i quali si uniscono al progetto un centinaio di persone, e il 21 maggio 1890 si tiene un'altra adunanza, scarsamente partecipata, che vede presenti fra pochi altri Romanin Jacur, Veronese, Turazza, Brioni, Ceccon e Ramazzotti, mentre giustifica l'assenza il presidente Cittadella Vigodarzere. Viene confermata “in massima” la prossima costituzione del circolo e a tal fine il comitato promotore sottoporrà una bozza di statuto ai sottoscrittori in una futura riunione, nella quale verranno nominate anche le cariche sociali5.
La sera del 10 luglio 1890, in conclusione del lungo percorso, si costituisce formalmente il “Circolo Artistico Padovano” e si approva lo statuto all'unanimità dei soci presenti, questa volta numerosi6. L'articolo 2 ricorda: “È solo scopo della Società l'incremento delle Belle Arti ed arte applicata all'industria nonché il vantaggio degli Artisti. Per raggiungere questo scopo [il Circolo] si prefigge di promuovere ed appoggiare le istituzioni che mirano al progresso delle Belle Arti, di esprimere i propri voti in tutto quanto può avere attinenza diretta colle Belle Arti, mirare all'utile della Classe Artistica, offrire ai Soci una sala di studio dal vero, sala di lettura e conversazione ed esposizione di Belle Arti, conferenze artistiche, trattenimenti sempre però nei limiti permessi dai propri mezzi”7. Il Circolo Artistico ottiene da subito ospitalità in alcuni locali di Palazzo Sala in via San Lorenzo 3360 (ora via San Francesco, di fronte alla Prefettura), edificio appena rimesso a nuovo, già sede della tipografia Prosperini, che da aprile accoglie la Scuola di disegno “Pietro Selvatico”8. Qui vengono allestite le mostre del 1891 e del 1892.
Nell'anno 1893 il sodalizio attraversa un momento di crisi per contrasti insorti fra soci e appare concreto il rischio di scioglimento9. Gli amministratori, per superare tale evenienza, concepiscono l'idea di fondersi col Circolo Filarmonico, ugualmente in difficoltà. La proposta riesce gradita ad entrambe le associazioni che avviano pertanto le pratiche necessarie.
Il 12 marzo 1894 l'assemblea del Circolo Artistico delibera di unirsi al Circolo Filarmonico nel nuovo Circolo Filarmonico ed Artistico ed elegge a tale scopo una presidenza provvisoria composta da Antonio Brunelli Bonetti, Domenico Calore, Giacomo Manzoni, Giacinto Turazza e Giuseppe Veronese10. Il 16 aprile è la volta del Filarmonico, la cui assemblea dà ugualmente il via libera al proposito unitario. Il giorno 30 dello stesso mese si tiene la prima riunione comune nella sede del Filarmonico a Palazzo Vezzù in via Maggiore 702 (ora via Dante), dove sono letti gli ultimi verbali delle due associazioni e vengono nominate le cariche sociali11. Alcuni degli eletti, tuttavia, non accettano subito l'incarico e si rende necessaria un'ulteriore votazione di riconferma, che ha luogo il 18 maggio. Gli amministratori scelti per il nuovo Circolo Filarmonico ed Artistico sono Augusto Boscato presidente, Antonio Biasiutti vicepresidente, più diciotto consiglieri12. Il neonato sodalizio, corrispondendo alle aspettative riposte nel proposito unitario, inizia a prosperare. Nel 1895 il presidente diviene Bruno Barzilai e si aprono le feste sociali anche ai non iscritti, superando vecchie diffidenze. L'anno successivo si uniscono al Circolo pure i membri della disciolta associazione ricreativa “Tavola rotonda” e in febbraio si organizza una mostra d'arte nella sede di via Maggiore, l'unica allestita in questo luogo.
In poco tempo, le occasioni d'incontro e il numero complessivo degli associati aumentano a tal punto che Barzilai medita di trasferire il sodalizio in locali più ampi. Inizia quindi a svolgere trattative per unirsi al Casino dei Negozianti, prossimo allo scioglimento, che occupa il primo piano di Palazzo dell'Orologio in Piazza Unità d'Italia (Piazza dei Signori), ma non viene trovato un accordo conveniente. Passa qualche tempo e quegli stessi locali di proprietà municipale, ormai vuoti, sono consegnati proprio al Circolo Filarmonico Artistico. Il contratto d'affitto, firmato il 20 aprile 1898 da Barzilai col sindaco Vettor Giusti del Giardino, ha come oggetto l'appartamento “in primo piano con locali a pianterreno, cortile promiscuo e cantina dello stabile comunale sito nell'ala destra del Palazzo detto dell'Orologio fra le piazze Unità d'Italia e Capitaniato con ingresso da quest'ultima”13. L'inaugurazione della nuova sede avviene la sera del 7 giugno 1898 con un concerto strumentale diretto dallo stesso Barzilai, in cui si esibisce la cantante Elena Bianchini Cappelli, assai applaudita nell'ultima stagione al Teatro Verdi14. In questi ambienti signorili con ampio salone da ballo (collocato sopra l'attuale Ufficio anagrafe) il Circolo rimane fino al 1939 e allestisce, come abbiamo ricordato, ben nove rassegne d'arte prima dell'entrata dell'Italia nella grande guerra (1898 “Eterno femminino”, 1901 Caratti, 1904 “Sette Peccati”, 1906 Zonaro, 1908, 1909, 1910 Papafava, 1912 Pajetta-Valeri, 1914 Manzoni-Fotografia). La vicina Loggia della Gran Guardia, pure di proprietà comunale, è utilizzata dal sodalizio unicamente nel 1904 per presentare i lavori della sezione arti applicate della mostra di quell'anno. Oltre ai ricordati Augusto Boscato e Bruno Barzilai il Circolo Filarmonico Artistico avrà come presidenti, negli anni d'anteguerra, Giulio Lupati, Giusto Galluzzi, Giuseppe Viterbi e Michele Maluta.
1 P. Franceschetti, Giuseppe Canella e un progetto ornamentale per la Basilica di Sant'Antonio, in “Padova e il suo territorio”, a. XXXVI, n. 209, gennaio-febbraio 2021, pp. 25-29.
2 Circolo artistico, “Il Veneto”, 14 giugno 1888.
3 Circolo artistico, “Il Veneto”, 17 giugno 1888.
4 Circolo artistico, “Il Veneto”, 27 luglio 1888; Comitato promotore d'un Circolo Artistico in Padova, Padova 1888.
5 Circolo degli artisti, “L'Euganeo”, 21 maggio 1890; Circolo Artistico, “L'Euganeo”, 22 maggio 1890.
6 Circolo Artistico Padovano, “L'Euganeo”, 11 luglio 1890.
7 Statuto del Circolo Artistico Padovano – Anno 1890, Padova 1890.
8 Scuola di disegno e plastica per gli artigiani, “L'Euganeo”, 31 marzo 1890.
9 Circolo artistico, “Il Veneto”, 25 maggio 1893; Circolo artistico, “Il Veneto”, 28 luglio 1893.
10 Una fusione, “Il Veneto”, 29 marzo 1894.
11 Circolo filarmonico ed artistico, “Il Veneto”, 26 aprile 1894.
12 Circolo Filarmonico ed Artistico, “Il Veneto”, 19 maggio 1894, sono eletti consiglieri Giuseppe Veronese, Ettore Pezziol, Luigi Fiorentini, Pietro Novelli, Giuseppe Canella, Giacinto Turazza, Daniele Sertorio, Francesco Bonmartini, Dino Coletti, Giovanni Ergas, Bruno Barzilai, Luigi Maggi, Massimiliano Senigaglia, Vittorio Levi Civita, Giacomo Manzoni, Francesco Vason, Giovanni Rizzo, Antonio Bettelli. Statuto del Circolo Filarmonico ed Artistico in Padova. Approvato dalla Assemblea Generale dei Soci nelle adunanze 16 Aprile 1894 e 7 Dicembre 1896, Padova 1896.
13 Archivio Generale del Comune di Padova, Fondo Contratti, II 695, Circolo Filarmonico Artistico, Affitto locali nel palazzo dell'Orologio (1898-1939); Circolo filarmonico artistico. La nuova sede – Ritrovo serale, “Il Veneto”, 22 aprile 1898.
14 Il Circolo artistico-filarmonico, “Gazzetta di Venezia”, 1 giugno 1898.